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Quirinale, Salvini pensa a un piano B: “Berlusconi chiarisca i numeri o la Lega farà una nuova proposta”

Corsa per il Quirinale: le possibili nuove proposte di Salvini

Manca ormai meno di una settimana alla prima chiama per votare al Quirinale e Matteo Salvini ha fretta di chiudere. E allora decide di schiacciare l’acceleratore, ponendo Silvio Berlusconi di fronte a un bivio imposto dalla situazione reale. O chiarisce entro domenica di avere i numeri o lunedì, giorno di votazioni, «la Lega farà una proposta che potrà essere convincente per tanti se non per tutti».

Quirinale: le dichiarazioni di Salvini su Berlusconi

«Entro due o tre giorni dobbiamo trovare una soluzione», questo l’imperativo del leader leghista, che inizia a optare per un piano B. Salvini conferma fedeltà assoluta a Berlusconi, ma negli ultimi giorni è sempre meno convinto di un possibile lieto fine. «O dentro o fuori, non possiamo arrivare all’inizio delle votazioni in Aula con un quadro ancora incerto», questo quanto filtra dagli ambienti leghisti.

Salvini ribadisce: «Io sto lavorando a 360 gradi, sentendo le responsabilità della coalizione di centrodestra. Ci hanno dato la maggioranza relativa dei grandi elettori, perciò abbiamo l’onere e l’onore di proporre un presidente per tutti gli Italiani».

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La mossa di Salvini sembra non piacere a Forza Italia, che pochi minuti dopo le dichiarazioni del leader della Lega ha smentito qualsiasi tipo di “contrapposizione“. Da Fratelli d’Italia l’obiettivo è non alzare il livello dello scontro. Ma l’interpretazione che si dà dietro le quinte è che Salvini abbia voluto riprendere il ruolo di regista. E la puntualizzazione è chiara: «Si decide tutti insieme».

Quirinale: i possibili nomi di Salvini

Per Salvini la vera difficoltà sta nel concretizzare il suo piano B di proporre qualcuno che metta d’accordo tutti. Per partire da figure di centrodestra, è necessario trovare qualcuno che non sia troppo “divisivo”. Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, è il primo nome che circola. Il secondo è quello di Letizia Moratti, con un passato da presidente Rai, ministro e commissionaria Expo. A Salvini non dispiacerebbe neanche Marcello Pera, ex presidente di Palazzo Madama.

Eppure, sullo sfondo la vera opzione sembra essere ancora quella di Mario Draghi.

Il timore di Salvini è che lo stesso Berlusconi abbia pronto un piano B. In caso di fallimento, il Cavaliere potrebbe lanciare Mario Draghi riprendendosi la sedia del regista e intestandosi, quindi, un profilo alto. Il leader leghista continua a bloccare Draghi sulla strada verso il Quirinale – «È meglio che resti dov’è» – ma sta anche creando delle condizioni difficili per la sua permanenza a Chigi.

 

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Editor: Susanna Bosio

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