Riduzione quarantena per chi ha fatto la terza dose
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Riduzione della quarantena per chi ha la terza dose: il cts mercoledì 29 dicembre

IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO SI RIUNIRà E DECIDERà IN BASE ALL’ANDAMENTO DELLA CURVA EPIDEMIOLOGICA

Riduzione quarantena: mercoledì 29 dicembre 2021 si riunirà il Comitato tecnico scientifico per confrontarsi sulle possibili nuove regole per i vaccinati con terza dose che vengono a contatto con positivi. La quarantena potrà essere ridotta dai 3 ai 5 giorni. In base all’andamento della curva epidemiologica si prenderà una decisione.

RIDUZIONE DELLA QUARANTENA: SI IPOTIZZA DAI 3 AI 5 GIORNI

La quarantena per i vaccinati con terza dose per ora è di 7 giorni, ma circola l’ipotesi ridurla a 5 giorni se non 3. Il Comitato tecnico scientifico si riunirà, infatti, mercoledì 29 dicembre per discuterne. Nei primi giorni di gennaio dovrebbe arrivare la decisione presa. Le quarantena per i vaccinati e i non vaccinati sono già diverse, ma si vogliono studiare nuove misure per non penalizzare chi si è immunizzato.

 “Adesso le quarantene sono diverse per i vaccinati e i non vaccinati, si sta studiando cosa mettere in campo”

Aveva, infatti, comunicato il generale Francesco Paolo Figliuolo.

REVISIONE DELLA QUARANTENA: PARERI CONTRASTANTI

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, invece, non è molto convinto sulle nuove ipotesi per ridurre la quarantena ai vaccinati con dose booster.

“E’ necessaria una revisione delle regole della quarantena ma non è questo il momento. Credo che sia auspicabile ma probabilmente tra 10 o 15 giorni da oggi”

E ha aggiunto:

“E’ verosimile che Omicron sia oltre il 50-60% del virus che circola nel Paese”

Mentre sulle scuole ha sottolineato che:

“Dal 10 gennaio si torna in presenza a scuola. è verosimile che nei prossimi giorni si arrivi in generale a 100 mila contagi al giorno ma se non tutti vanno in ospedale, per la scuola non vedo un grande problema. Non appena avremo dati più conclusivi su Omicron, anche le regole sulla quarantena dei bambini, degli alunni, degli studenti si potranno rivedere. Potrebbe essere anche tra 7/10 giorni, con l’anno nuovo, probabilmente prima della riapertura della scuola”

Pierpaolo Sileri è convinto che prima bisogna fare riferimento alla curva epidemiologica:

“Ma bisognerà vedere quanto questa variante del virus sia più o meno aggressiva. La riduzione della quarantena si deve basare su dati scientifici precisi, aspettiamo il Cts. Dobbiamo valutare molto bene i dati”

Mentre il Presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è a favore della riduzione della quarantena prevista per chi ha fatto la dose booster e lo fa sapere su Twitter:

“Condivido la riflessione che vada rivista la quarantena per i vaccinati. Massima sicurezza senza bloccare il Paese”

Anche il Presidente della Liguria Giovanni Toti si è espresso in merito:

“Basta quarantena per i contatti dei positivi, bisogna cambiare le regole al più presto prima che si blocchi un intero Paese. La penso esattamente come il direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova Matteo Bassetti. Non si può continuare ad affrontare il virus con la stessa metodologia dello scorso anno. Il rischio è trovarci tra poco con milioni di persone isolate”

E aggiunge:

“Chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi batterà lo scontrino al supermercato, chi lavorerà in ospedale?”

QUARANTENA AI VACCINATI, MASSIMO BASSETTI: “RISCHIAMO DI BLOCCARE L’ITALIA”

Il direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova ha comunicato che se si continuerà di questo passo a tracciare in modo ossessivo ogni positivo asintomatico l’Italia rischierà di rimanere bloccata nei prossimi 20 giorni. L’infettivologo Matteo Bassetti non nasconde il disappunto per le politiche di gestione del Covid-19.

“Nei prossimi 7-10 giorni viaggeremo a 100 mila contagi giornalieri che di fatto renderanno impossibile il tracciamento”

Matteo Bassetti, però, sottolinea che tutte le persone vaccinate, anche se contraggono il virus non hanno sintomi particolari:

 “Sto trattando centinaia di persone positive vaccinate. Hanno, nella stragrande maggioranza dei casi, un raffreddore. Un po’ di febbre. Dobbiamo uscire dalla gestione emergenziale. Dell’epidemia bisogna passare alla fase dell’endemia”

Convinto che ormai non siamo più a marzo 2020, ma siamo quasi nel 2022 e anche negli ospedali la situazione è cambiata.

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