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Musica,  Spettacolo

ROGER WATERS E IL ‘THE WALL’ ANTI-TRUMP

Mesi di fermento, di attivismo artistico e politico per il leader dei Pink Floyd : dopo aver annunciato il ritorno della band al Festival di Glastonbury, Roger Waters ha dichiarato di voler suonare ‘The Wall’ al confine tra Messico e Usa

Tra le decine di artisti che hanno protestato prima e dopo l’esito dell’elezione presidenziale che ha portato Donald Trump al potere, Roger Waters si è distinto come l’artista più intransigente e fantasioso. In occasione del Desert Trip Festival svoltosi lo scorso nel bel mezzo dell’esecuzione di Pigs (Three different Ones) – brano pinkfloydiano del 1977 già nato come preciso j’accuse orwelliano contro i potenti Waters ha fatto proiettare sul maxischermo alle sue spalle una serie di immagini che hanno ritratto Trump nei modi più brutali e nei modi più assurdi: come pecora; ritratto con un seno cadente, coperto da un cappuccio del Ku Klux Klan.

Dopo le shockanti dichiarazioni relative alla costruzione di un muro tra Messico e Usa, Waters ha deciso di reagire con un evento che si preannuncia indimenticabile: suonare l’album più celebre dei Pink Floys, quel ‘The Wall’ che parla proprio di demolizione di barriere politiche e psicologiche, proprio ai confini tra i due stati, come sfida alle improvvide scelte – non si sa ancora se attuabili  meno – del nuovo corso presidenziale.

L’artista, non nuovo a progetti controversi similari, ha annunciato il suo proposito in occasione di un incontro avvenuto nel corso della visita alla mostra ‘The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains’ al Victoria & Albert Museum. In seguito, nel corso di un’intervista rilasciata all’Agence France Press, Waters ha ribadito: “The Wall è di forte attualità, ora con Trump, le sue dichiarazioni sui muri e la sua capacità di creare la massima ostilità tra razze e religioni diverse […] The Wall parla di come possa essere dannoso costruire mura sia a livello personale che a livelli più ampi”. “Bisogna restare vigili di fronte a queste politiche di estrema destra. Le fogne sono colme di avidi uomini di potere e la musica è legittimata a esprimere una forma di protesta, i musicisti hanno il diritto, il dovere, di aprire le proprie bocche per far sentire la propria voce”.

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