Alekperov
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Russia, l’oligarca Vagit Alekperov si dimette dalla guida del gigante petrolifero russo Lukoil

Si è dimesso il numero uno di Lukoil Vagit Alekperov

Attraverso un comunicato la compagnia petrolifera russa Lukoil ha annunciato le dimissioni di Alekperov.”Il presidente e membro del consiglio di amministrazione Vagit Alekperov ha informato la società sulla sua decisione di dimettersi“. La società non ha reso note le motivazioni. L’oligarca era stato sanzionato dal Regno Unito il 13 aprile e dall’Unione Europea poco dopo. Alekperov non è l’azionista di controllo della compagnia perché, come precisa la nota, al 31 marzo possiede il 3,11% delle azioni con diritto di voto di Lukoil ed è anche beneficiario (anche attraverso trust famigliari o fondi comuni) del 5,3% delle azioni di Lukoil senza diritto di voto.

È possibile che le sanzioni impediscano a Alekperov, il cui patrimonio è stimato a circa 20 miliardi di dollari, di ottemperare ai propri obblighi da presidente. Inoltre, le sanzioni impediscono a qualsiasi mezzo di sua proprietà (yacht, e aerei in particolare) di entrare in Europa dove ha svariati business.

La posizione sulla guerra in Ucraina

A inizio marzo la Lukoil si era espressa contro il “conflitto armato” in corso in Ucraina. “Sosteniamo una rapida fine del conflitto armato e sosteniamo pienamente la sua risoluzione attraverso un processo di negoziazione e mezzi diplomatici”. È stata una delle poche dichiarazioni pubbliche a esprimere una sorta di dissenso.

Chi è Vagit Alekperov

L’oligarca Alekperov è nato a Baku in Azerbaijan nel 1950 e si laurea in ingegneria per tecnologie e meccanizzazione dei giacimenti di petrolio e gas nel 1974. Nel 1990 diventa viceministro dell’Industria di gas e petrolio dell’Unione Sovietica. L’anno dopo, nel 1991, Alekperov fonda la Langepas-Uray-Kogalymneft, divenuta nell’aprile 1993 Lukoil Oil Company, di cui assume la presidenza. La Lukoil è la seconda compagnia petrolifera di Russia e prima privata. Negli ultimi venti anni Alekperov ha intrattenuto ottimi rapporti con Putin, infatti figura tra gli oligarchi chiamati al Cremlino in febbraio, poco prima dell’inizio dell’invasione.

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Editor: Lorenzo Bossola

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