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Salta il contributo di solidarietà proposto da Draghi: non c’è intesa tra partiti nel Cdm

Consiglio dei Ministri: spaccatura tra partiti e stop al contributo di solidarietà proposto da Draghi

Il Consiglio dei Ministri boccia l’idea di Mario Draghi di introdurre un contributo di solidarietà a carico dei redditi più alti per far fronte al rincaro delle bollette. L’insolita alleanza tra Lega, Forza Italia e Italia Viva ha bloccato il Premier sulla sua proposta, basata sul taglio delle tasse sui redditi oltre i 75mila euro. L’obiettivo era abbassare le bollette per le famiglie in maggiore difficoltà.

La cabina di regia si è trovata spaccata a metà: quattro partiti contro e due a favore. Infine, il Consiglio ha ratificato lo stop. Ma l’impianto del taglio delle tasse rimane lo stesso. 1 miliardo per cancellare l’Irap e 7 miliardi per ridurre l’Irpef.

No al contributo di solidarietà: le posizioni dei partiti

Draghi si era mobilitato sia di fronte alle preoccupazioni dei sindacati sia di fronte al rincaro di luce e gas. Proprio quest’ultimo punto è considerato una priorità per il leader della Lega Matteo Salvini.

contributo di solidarietà

Italia Viva si è da subito opposta, così come la Lega. Forza Italia, con il Ministro Brunetta, spiega che «non si può dare un bonus a chi sta sotto i 35 mila euro con la decontribuzione e un malus a chi sta sopra i 75mila euro, passerebbe un messaggio sbagliato».

Si allinea anche una parte del Movimento 5 Stelle, che si spacca. La Viceministra dell’Economia Laura Castelli è contraria, mentre Stefano Patuanelli è d’accordo.

Dopo lunghe ore di scontri e dibattiti tra i partiti, Draghi è costretto a togliere l’idea dal tavolo. Si arriva dunque alla conclusione che i 300 milioni in più per tagliare le bollette arriveranno dagli avanzi di bilancio, ma al momento non è ancora chiaro da dove.

«Comprensibile il no della destra, ma molto meno quello di Italia Viva, che in questo modo si allontana dal campo riformista» ha detto Antonio Misiani del PD. Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria all’Economia per Leu, ha commentato: «La misura, anche se temporanea, avrebbe migliorato il profilo dell’intervento sull’Irpef per le famiglie più disagiate».

Nessun contributo di solidarietà: le reazioni dei sindacati

Dunque, lo stanziamento contro il caro delle bollette salirà a circa 800 milioni. 500 milioni arriveranno dalla dote inutilizzata dell’Irpef e Irap del 2022, e altri 300 da fondi del bilancio e altri risparmi. Nel primo trimestre del prossimo anno ci sarà un intervento di 2,8 miliardi.

I sindacati sono rimasti divisi sul nuovo pacchetto fiscale del governo. L’introduzione delle contribuzioni una tantum per i lavoratori dipendenti non basta a far cambiare l’insoddisfazione di Cgil e Uil. La Cisl, invece, sottolinea i primi risultati ottenuti e allontana l’idea di uno sciopero generale.

 

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