Shanghai lockdown
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Shanghai allenta il lockdown

Dopo due settimane di lockdown Shanghai riapre alcune zone della città

Lunedì le autorità di Shanghai hanno iniziato ad allentare le misure restrittive del lockdown in alcune zone ritenute a basso rischio nonostante il record di nuove infezioni. Nella giornata di ieri i test hanno rilevato 22348 asintomatici, in calo del 11% rispetto a domenica, e 994 sintomatici, in aumento dai 914 del giorno prima.

Il nuovo piano di Shanghai

Per contrastare la più grave crisi da quella di Wuhan nel 2020, la città di Shanghai ha imposto la fine di marzo un lockdown di fatto generalizzato per tutta la città che sarebbe dovuto durare 9 nove giorni. Settimana scorsa, però, le restrizioni sono state prolungate a data da definirsi. L’economia bloccata e la difficoltà di approvvigionamento di viveri e medicinali hanno fatto crescere il malcontento nella popolazione chiusa in casa. Dunque, la autorità hanno deciso di rivedere le misure per il contenimento della diffusione della variante di Omicron diffusa in Cina.

A seconda dell’esito dei test, le zone residenziali verranno suddivise in tre categorie di restrizioni: lockdown, controllo, precauzione. Le persone che vivono in comunità residenziali che hanno riscontrato casi di Covid-19 negli ultimi sette giorni non potranno lasciare le proprie abitazioni; quelli nelle comunità senza infezioni nell’ultima settimana non saranno più confinati in casa, ma non possono lasciare le loro comunità; e le persone nei complessi senza casi di Covid-19 rilevati negli ultimi 14 giorni possono muoversi più liberamente, ma devono rispettare le consuete regole di distanziamento sociale. Al momento, solo circa 7000 aree residenziali non hanno riscontrato nuove infezioni nelle scorse due settimane.

Strategia zero Covid

Pechino è sempre più preoccupata per l’impatto economico a lungo termine della sua “strategia zero Covid“, che prevedere lockdown, test di massa e quarantene anche per “pochi” casi riscontrati. Ma è riluttante nel cambiare strategia e cercare di convivere con il virus perché teme ondate più grandi e più contagiose. Secondo i dati elaborati da Nikkei Asia, la Cina ha 4,79 letti d’ospedale per 1000 abitanti e solo 3,34 infermiere per 1000 abitanti. Il governo centrale teme che il sistema ospedaliero non sia in grado di reggere nel caso in cui tutta la Cina sia inondata dal virus.

45 città cinesi ora sono in lockdown totale o parziale che equivalgono al 26,4% della popolazione totale e il 40,3% del PIL.

Il lockdown di Shanghai anche danneggiato la catena di approvvigionamento e di distribuzione mondiale. Infatti, il porto di Shanghai è il più grande al mondo. In Europa come negli Stati Uniti molti imprenditori e aziende si stanno lamentando del ritardo delle consegne.

 

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