Maria Falcone
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S’intitola “L’eredità di un giudice” il nuovo libro di Maria Falcone, scritto in memoria del fratello Giovanni

“L’eredità di un giudice” è il titolo del nuovo libro di Maria Falcone, scritto per ricordare il suo amato fratello Giovanni

Dopo l’uscita del libro di Saviano “Solo è il coraggio”, è atteso nelle librerie il nuovo libro di Maria Falcone. Nel trentesimo anniversario della morte del fratello Giovanni, infatti vuole ricordarlo attraverso un nuovo romanzo che racconti i giorni delle stragi. “L’eredità di un giudice”, scritto insieme alla giornalista Lara Sirignano, è uscito nelle librerie il 17 maggio.

30 anni dalla strage

A 30 anni dalla strage di Capaci, dalla morte di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, ma anche da quella di Paolo Borsellino e della sua scorta, Maria Falcone li ricorda tutti in un libro dedicato proprio al fratello.

“L’eredità di un giudice” è uscito per Mondadori il 17 maggio in tutte le librerie ed è stato presentato in anteprima nazionale al Salone del Libro di Torino, giovedì 19 maggio alle 10,30, all’Arena Bookstock.

In questo libro, Maria Falcone ricorda il fratello e si racconta. Racconta i terribili giorni delle stragi, la sua voglia di reagire, l’instancabile impegno e l’attivismo per promuovere una cultura della legalità. Inoltre, la sorella del Giudice Falcone, riflette su come siano cambiati da allora la lotta alla mafia e il nostro Paese. “L’eredità di un giudice” è una testimonianza sincera e tenace che fonde la storia personale con una delle pagine più tragiche della nostra storia recente.

Maria Falcone
Copertina del libro “L’eredità di un giudice” di Maria falcone

Per non dimenticare

È il 23 maggio 1992 quando, lungo l’autostrada che da Trapani porta a Palermo, la mafia uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani con una carica di cinque quintali di tritolo. Un attentato efferato e vile che scuote l’intero Paese e s’imprime nella memoria collettiva, travolta appena due mesi più tardi dal ripetersi di quel tragico copione in via D’Amelio, quando a perdere la vita sono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.

Per anni la rabbia e l’indignazione per il sangue sparso dalla mafia erano durate soltanto il tempo dei funerali. Dopo la strage di Capaci, invece, qualcosa cambia. Nel Paese, e soprattutto a Palermo. La rabbia diventa pretesa di giustizia, il lutto necessità di testimonianza. Nessuno può più rimanere indifferente. Né le istituzioni, né i cittadini. È l’inizio di quella metamorfosi culturale, morale e delle coscienze che Giovanni Falcone riteneva indispensabile per poter combattere la mafia su larga scala.

Questo è ciò che Maria Falcone racconta in “L’eredità di un giudice”, ma non solo. Il romanzo racconta anche l’inizio del viaggio di una donna che sceglie di tramutare il proprio dolore privato in testimonianza universale. Dalla morte del fratello, infatti, Maria Falcone ha dedicato instancabilmente la sua vita all’affermazione dei valori della legalità e dell’antimafia nella società, e in particolare tra i giovani, grazie la sua Fondazione Giovanni Falcone, di cui ne è presidente.

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Editor: Marta Cinnadaio

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