Spettacolo

TORNA LO SCHIACCIANOCI ALLO STREHLER

Un  titolo intramontabile della storia del balletto, la favola natalizia per eccellenza, ovvero Lo Schiaccianoci, torna a grande richiesta al Teatro Strehler.

Lo Schiaccianoci allo Strehler

Creata da Frédéric Olivieri per i giovani talenti della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala, questa coreografia rappresenta un banco di prova importante che va ad arricchire l’esperienza quotidiana di studio degli allievi.
Schiaccianoci è particolarmente adatto per i nostri giovani danzatori – ha detto Frédéric Olivieri. – Le sequenze delle scene e del quadro del primo atto, i numerosi personaggi e le danze e il gran passo a due del secondo atto consentono loro di esprimersi sia tecnicamente che artisticamente, mettendo in luce tutto il loro potenziale di futuri professionisti”

Sulle note di Pëtr Il’ič Čajkovskij,  i giovani ballerini faranno rivivere ancora una volta, per la gioia di grandi e piccini, i personaggi che popolano il libretto di Marius Petipa ispirato al racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Dumas, già versione edulcorata dell’originale di Hoffman.

Il balletto ha origine al principio del 1891, quando la Direzione dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo commissioò  a Petipa e Čajkovskij una coreografia in due atti per la stagione di Natale.

Dopo un confronto con il maître de ballet, il lavoro del musicista fu febbrile; in una lettera del febbraio dello stesso anno riferì che stava lavorando a Lo Schiaccianoci con tutte le sue forze e nei primi mesi dell’anno successivo la musica era già  pronta, nonostante le numerose crisi depressive del compositore.

Un esordio non facile

«Mi ha tormentato la consapevolezza della reale impossibilità di portare a termine bene l’impegno che mi ero assunto», scrive al fratello Modest, probabilmente anche per via del difficile rapporto con Petipa, che pretendeva di dettare l’andamento della partitura battuta per battuta, come si legge negli appunti di lavoro: «La scena è vuota, Clara rientra. Otto battute di musica misteriosa ma dolce. Altre otto battute di musica ancora più misteriosa per l’avanzare di Clara. Due battute per il suo fremito di paura. Otto di musica fantastica ballabile. L’orologio batte la mezzanotte. Dopo i rintocchi, un breve tremolo. Dopo il tremolo, cinque battute per l’ascolto dello scalpiccio dei topi …]».

La prima del balletto, in scena al Marinskij nel dicembre del 1892. Il musicista scrive al fratello Anatolij che fu un “grande successo”, una danza “quasi troppo splendida”, tuttavia la stampa locale ritenne lo spettacolo noioso e “veramente lontano da ciò che è necessario per il balletto”, nonostante gli sforzi del secondo maître, Ivanov, chiamato a terminare il lavoro di Petipa improvvisamente ammalatosi e che, a differenza del suo predecessore, considerava la musica non una serva dell’arte coreutica ma la sua vera fonte ispiratrice.

Un esordio non facile, cui però ha fatto eco una straordinaria fortuna a partire già dai primissimi anni del Ventesimo secolo:oggi, infatti, Lo Schiaccianoci è un vero classico natalizio.

 

Lo Schiaccianoci

Dal 12 al 20 dicembre

Piccolo Teatro Strehler, Milano

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