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Trump grazia Michael Flynn, ma può salvarsi da solo?

USA: il presidente Donald Trump concede la grazia a Michael Flynn, ma può garantirla a se stesso e salvarsi da solo?

Prima di lasciare definitivamente la Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump avrebbe l’intenzione di concedere la grazia ad alcuni dei suoi ex collaboratori condannati per il Russiagate, la famosa inchiesta giudiziaria nata durante le elezioni presidenziali del 2016. Di fatto, la Costituzione americana permette al presidente di “posporre o perdonare reati contro gli Stati Uniti“.

Negli scorsi giorni è arrivata la conferma della grazia concessa a Michael Flynn, ex consigliere di Trump per la sicurezza nazionale. Il tycoon stesso l’ha annunciato su Twitter: “È mio grande onore annunciare a Michael Flynn che gli è stata garantita la grazia completa. Congratulazioni anche alla sua famiglia, ora potete avere un fantastico Giorno del Ringraziamento!”.

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Secondo i media americani, vi sarebbero altri ex collaboratori di Trump in attesa del perdono. Tra questi, Paul Manafort, ex capo della campagna del presidente, condannato a più di sette anni di galera per violazione delle leggi finanziarie e ostruzione della giustizia. Rick Gates, lobbista ed ex consulente politico che ha ammesso di aver rilasciato false dichiarazioni riguardanti il Russiagate. George Papadopoulus, diventato il primo bersaglio della maxi-inchiesta condotta da Robert Mueller. Inoltre, ci sarebbe anche il politologo Steve Bannon, accusato per truffa nella raccolta dei fondi per la costruzione della barriera di separazione tra Usa e Messico.

Trump finora ha concesso 28 grazie e 16 commutazioni della pena. Il presidente, però, sembra non avere alcuna intenzione di concedere il perdono a Michael Cohen. Il suo ex avvocato personale, infatti, nel 2018 si è dichiarato colpevole nell’indagine sul Russiagate, ricevendo la condanna a tre anni di carcere per frode fiscale e bancaria e per finanziamenti illeciti per le campagne elettorali.

Donald Trump può concedere la grazia a se stesso?

Ma quello che i più si stanno chiedendo in questi giorni è se Trump abbia l’intenzione di mettere in pratica il suo potere di perdonare i reati contro gli Usa anche per se stesso, di modo che gli venga garantita l’immunità giudiziaria. Sarebbe la prima volta nella storia.

Nelle scorse settimane l’emittente televisiva CNN ha intervistato degli ex collaboratori del presidente, che hanno sottolineato la sua fissazione con il potere di grazia, perché lo considera come un buon modo per fare favori.

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Un eventuale piano di Trump potrebbe essere quello di dimettersi prima della fine del mandato, di modo che diventi presidente Mike Pence e gli conceda la grazia. Questo, dunque, non andrebbe a scontrarsi con il provvedimento del 1974 del dipartimento di Giustizia, che stabiliva l’impossibilità del presidente di potersi graziare da solo.

Un’altra opzione, azzardata da alcuni studiosi, sarebbe quella di appellarsi al 25mo emendamento per passare temporaneamente il potere a Pence. Ma questo potrebbe determinare la fine di ogni aspirazione di Pence di candidarsi per la Casa Bianca in futuro.

Giovedì 26 novembre, Trump per la prima volta ha detto che lascerà la Casa Bianca solo se il Collegio elettorale nominerà ufficialmente Biden il 14 dicembre, cosa che sembra ormai certa. Non ha però confermato la sua presenza durante il giorno di insediamento del nuovo presidente il 20 gennaio 2021.

Le indagini in atto

Nel frattempo, vengono portate avanti le indagini di Letitia James, Procuratore generale e Procuratore dello stato di New York, e Cyrus Vance, Procuratore distrettuale di Manhattan. Al centro di tali inchieste vi è la Trump Organization, il conglomerato internazionale della famiglia Trump, che include numerose attività ed immobili. Si sospetta, infatti, che sia stato aumentato il valore delle attività per ottenere vantaggi fiscali e prestiti dalle banche newyorkesi.

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Ciò ha portato ad un contenzioso che ha condotto Trump davanti alla Corte Suprema. Il presidente spera però che la maggioranza di giudici conservatori respinga la richiesta dei magistrati di New York. Ma anche questo non gli permetterebbe di sfuggire alle indagini.

Per questo, ora si ipotizza che Trump voglia auto-perdonarsi. Secondo alcuni giudici, questa mossa non lo proteggerebbe comunque da reati non federali e statali previsti dalla Corte Suprema.

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Editor: Susanna Bosio

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