Arte

TUTTI GLI OGGETTI DI GIORGIO MORANDI

Cominciò a fotografare negli anni ’60 dopo un’esperienza come art director ispirato dalle foto di Robert Frank. Con una macchina a piccolo formato Joel Meyerowitz attraversò tutta New York, lavorando come uno street photograper. Fu fra i primi a utilizzare le pellicole a colori, ne comprese subito la potenza comunicativa.

Agli inizi della sua carriera ebbe la fortuna di collaborare con Garry Winogrand, Diane Arbus, e con William Eggleston e Stephen Shore che lo avvicinarono al grande formato. Fu l’unico autorizzato a fotografare da vicino Ground Zero subito dopo gli attentati. Ma soprattutto riuscì a realizzare il sogno di  entrare nelle stanze Giorgio Morandi per immortalare gli oggetti che il pittore bolognese disponeva sul suo tavolo da lavoro e che contemplava a lungo, prima di riprodurli nelle sue splendide nature morte.

Il risultato sono più di settecento immagini, esposti nello Spazio Damiani a Bologna, per una dimensione intima e domestica, ritratti di un’anima. Duecentosettanta oggetti: vasi, pigmenti colorati, brocche, fiori secchi, conchiglie, hanno sfilato sotto gli occhi di Meyerowitz su quel tavolo in cui Morandi posizionò i soggetti delle sue nature morte. Con la stessa luce naturale per un risultato che fa rivivere lo spirito dell’artista bolognese. Da sfogliare anche in un libro.

 

 

Morandi’s Objects di Joel Meyerowitz

Fino al 1 febbraio

Spazio Damiani | Fotografia d’Autore, Bologna

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