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Ue: il piano per ricostruire l’Ucraina con i beni confiscati agli oligarchi russi

Un tesoro di 350 miliardi: i beni degli oligarchi russi per aiutare l’Ucraina

L’Unione Europea sta pensando di introdurre un piano di confisca dei beni degli oligarchi russi che cercano di sottrarsi alle sanzioni, con l’obiettivo di reperire i fondi per la ricostruzione dell’Ucraina. Proprio oggi, infatti, la Commissione ha presentato una proposta che potrebbe velocizzare il recupero e la confisca di questi beni, un tesoro che potenzialmente raggiunge i 350 miliardi.

Ad oggi, con l’introduzione dei pacchetti di sanzioni, sono stati congelati 10 miliardi agli oligarchi russi. Il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, ha dichiarato: “Noi vorremmo che i Paesi membri mettessero il denaro derivanti dalle confische in un fondo comune per aiutare l’Ucraina”.

Ricostruire l’Ucraina con i beni degli oligarchi: il piano normativo

Al momento la macchina delle sanzioni provenienti dall’Ue è ferma sul petrolio. Dunque, se da un lato i Paesi europei continuano a finanziare Putin con l’acquisto di gas e petrolio, dall’altro cercano di fargli pagare i costi della ricostruzione dell’Ucraina.

Ursula von der Leyen, quindi, ha messo a punto la proposta di un nuovo strumento normativo. L’obiettivo è quello di rafforzare le norme europee in materia di recupero e confisca dei beni. Si punta, infatti, a garantire che i beni di enti o persone che violano le misure restrittive possano essere confiscati effettivamente in futuro.

Tuttavia, alcuni Paesi, tra cui la Germania, temono l’incompatibilità con il diritto internazionale e frenano sulla questione. Per questo, la Commissione ha proposto di aggiungere ai reati oggetti del provvedimento anche “la violazione del diritto in materia si misure restrittive”. Dunque, eludere le misure restrittive, anche occultando i beni, verrà considerato “un ambito di criminalità particolarmente grave”.

I beni degli oligarchi per l’Ucraina: gli intralci

La Germania chiede di limitarsi al sequestro degli asset sovrani, come la Banca centrale russa, ma escludendo i beni dei privati. Il ministro delle Finanze ha affermato che “dovremo prima vedere cosa è legalmente possibile fare, perché bisogna rispettare lo Stato di diritto”.

Questo sarà oggetto di dibattito al Consiglio europeo che si riunirà la prossima settimana. Il documento che verrà proposto contiene un capitolo dedicato all’Ucraina. Ma, come ha lamentato l’Italia, non vi sono riferimenti ad un cessate il fuoco o una pace duratura.

L’Ungheria, dal canto suo, continua a mantenere il veto sulle sanzioni, non permettendo all’Ue di procedere con l’embargo sul petrolio russo. Viktor Orban ha già avvisato che non sarà presente al vertice della prossima settimana. Se prima non vi saranno informazioni sui finanziamenti per aiutare Budapest a liberarsi dal petrolio della Russia, il premier si rifiuterà di prendere parte alla discussione.

 

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Editor: Susanna Bosio

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