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Veronica Yoko Plebani: chi è l’atleta paralimpica protagonista della nuova copertina di Vogue

Veronica Yoko Plebani: dalle paralimpiadi alla  copertina di Vogue

Veronica Yoko Plebani, atleta paralimpica che grazie allo sport e a un’incredibile forza di volontà ha ripreso in mano il suo destino dopo una malattia sconfitta anni fa, è la protagonista del nuovo numero di Vogue Italia, che rappresenta i valori del brand con un focus particolare sul tema “confidence brings confidence”. In edicola da oggi, 5 gennaio, il numero di Vogue racconta la storia di Veronica Yoko Plebani, atleta paralimpica che ha saputo riprendere in mano la sua vita dopo una brutta malattia.

Veronica Yoko Plebani: chi è l’atleta paralimpica sulla copertina di Vogue?

Nata in un piccolo paese del bresciano, per la precisione Gavardo, il 1 marzo del 1996, ha sempre amato lo sport.
Piccola ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della danza e della ginnastica artistica, avvicinandosi in modo amatoriale all’atletica e allo snowboard. Veronica Yoko ha sempre dimostrato una propensione innata per le attività sportive evidenziando già in tenera età le sue qualità atletiche. La mamma aveva voluto darle Yoko come secondo nome, perché in Giappone è il nome che si dà alle bambine che nascono a marzo e aprono la primavera. E Veronica avrebbe portato presto non solo il sole, ma interi oceani, fiori e montagne sulla sua pelle.

Da qualche anno ha cominciato a diffondere la filosofia del Body Confidence. Nel 2011 ha contratto una forma acuta di meningite batterica che le ha lasciato delle profonde cicatrici su tutto il corpo. Questa nuova ri-partenza, per Veronica Yoko Plebani non è stata semplice, anzi tutt’altro. A sostenerla in primis c’è stata la famiglia e gli amici che non le hanno mai fatto mancare il sostegno e la sua grandissima forza di volontà che l’hanno portata a reagire.

atleta paralimpica

Veronica Yoko Plebani sulla copertina di Vogue: le sue dichiarazioni

La storia di Veronica Yoko parla di disabilità, ma anche di rivincita, di bellezza e self-confidence. «Quattro anni fa non pensavo che la mia esperienza potesse essere importante anche per gli altri, oggi invece ho una consapevolezza diversa. Ho capito che parlando di me posso dare voce ad altre persone che non si sentono rappresentate. E questo fa la differenza». Queste le parole che ha sottolineato l’atleta a Alessia Glaviano Head of Global Photo Vogue.

Veronica Yoko parla dell’esperienza di posare per la copertina di Vogue: «È stata una giornata meravigliosa, soprattutto perché, per la prima volta, il mio corpo è stato fotografato in tutta la sua complessità e non solo per i suoi aspetti non conformi. Ho un corpo difficile da scattare. E’ stato molto bello raccontarlo come qualcosa che non parla solo di disabilità ma che fa parte di un contesto molto più ampio».

L’atleta racconta di un episodio dopo la sua malattia, in cui suo padre decise di portarla con lui alla maratona di New York. «Mio padre con la sua squadra mi ha spinto sulla carrozzina fino al traguardo, che ho tagliato camminando. Erano solo pochi passi, ma è lì che ho provato quella sensazione di conquista. Questo mi ha fatto pensare: devo fare qualcosa che mi dia questo tipo di gioia.»

Quello che ha sempre spinto Veronica ad andare avanti con gioia è stata la curiosità: è curiosa di quello che potrà succedere domani. Anche se qualcosa non va bene o si sente giù, il semplice sapere che presto potrebbe accadere qualcosa di bellissimo e incredibile la rende sempre felice.

veronica yoko plebani

Veronica Yoko e la femminilità: i suoi pensieri su inclusione e uguaglianza

Dalle parole di Veronica traspare un lieve senso di rassegnazione, anche se non si arrende mai. Sullo sport femminile si esprime così: «C’è un problema di giustizia. Non solo le sportive sono meno celebrate dei colleghi maschi, ma il modo di raccontarle è diverso. Non si rivela mai quanto lavoro c’è dietro al successo.»

Successivamente si esprime anche sulla tematica social network. Le hanno permesso di trovare uno spazio in cui raccontare senza filtri la sua vita privata, di incontrare centinaia di persone con storie simili alle sue, questo le ha dato la forza necessaria per lottare e vincere. Per quanto riguarda invece i suoi riconoscimenti sportivi, ha partecipato ai Giochi Paralimpici di Sochi 2014 con lo snowboard e a quelli di Rio 2016 con il kayak. Ma è stato il triathlon alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 (disputate poi nel 2021) a darle un riconoscimento ufficiale: la medaglia di bronzo.

Infine, l’atleta paralimpica si esprime sull’uguaglianza di genere: «Negli ultimi anni alcuni movimenti hanno trasformato la narrazione femminile nello spazio pubblico. Molti marchi e anche media hanno mutato il loro racconto della bellezza, includendovi altri tipi di femminilità. Ma la realtà non sempre rispecchia questa grande voglia di cambiamento, e anzi nei fatti si fanno passi indietro.»

Veronica Yoko conclude rivelando il modello a cui si ispira: Serena Williams. Aggiunge: «Lei è stata una delle prime atlete che ha fatto sapere al mondo quanto lavoro c’è dietro un risultato, inoltre non si è mai sottomessa agli standard imposti nell’abbigliamento e nel comportamento per essere degna, secondo la sua disciplina, dei riflettori. Credo che la sua decisione di raccontare sia stata importantissima.»

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