Cinema,  Spettacolo

GLOBI D’ORO: PREMIATI BENIGNI, JEEG ROBOT E PERFETTI SCONOSCIUTI

Assegnati i Globi d’Oro 2016, trionfo – atteso – per i più applauditi film italiani della stagione: “Lo Chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti e “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese

Assegnati ieri sera a Palazzo Farnese i Globi d’Oro, i premi dedicati dalla stampa estera al meglio del cinema italiano dell’anno. La celebrazione è ancora oggi significativa per “tastare” come viene percepita la presenza culturale del nostro paese all’estero. Nasce nel 1960 per creare una corrispondenza tra i Golden Globe statunitensi e il nostro cinema, allora considerato ai vertici mondiali per il suo valore innovativo e avanguardista.

Il vincitore del premio al miglior film drammatico è “Lo chiamavano Jeeg Robot“, la risposta italiana intelligente ed ironica alla moda cinematografica d’importazione dei supereroi. Mentre il premio alla miglior commedia è per “Perfetti sconosciuti, film ben congegnato che appartiene al canone classico della commedia degli equivoci.

Gli altri premi ai Globi d’oro

Hanno ricevuto il premio come migliori attori Elio Germano per “Alaska” e Ondina Quadri per la sua performance in “Arianna. Mentre “Fuocoammare” vince il Gran Premio della Stampa Estera. Si tratta di un intenso film di denuncia sugli sbarchi dei clandestini all’isola di Lampedusa, Orso d’Oro all’ultima edizione del Festival di Berlino. Onorati con il riconoscimento del Globo d’Oro alla carriera Roberto Benigni e la compagna Nicoletta Braschi. Un premio forse un po’ prematuro per la coppia del cinema italiano, il cui ultimo film assieme, “La tigre e la neve“, risale a più di dieci anni fa.

Come migliore opera prima è stato scelto il film “L’attesa” di Piero Messina con protagonista Juliette Binoche. Si tratta di una storia poetica che si è posta l’obiettivo di fare centro emotivo sul sentimento della solitudine e della perdita, riuscendo a cogliere nel segno. Premiata anche la sceneggiatura di Ivan Cotroneo e Monica Rametta per il film “Un bacio”.

L’incipit della cerimonia ha visto l’omaggio al maestro Ettore Scola e alle immagini dei suoi film più belli.

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