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Il Mose è stato attivato, ma Venezia è sott’acqua già da ieri

Il Mose è stato attivato nella notte, ma Venezia è sotto 138 centimetri d’acqua già da ieri: è polemica

Mose – Venezia

Il maltempo è arrivato a colpire improvvisamente anche il Nord d’Italia, in seguito alle piogge in meridione degli scorsi giorni. Così, la marea si è alzata d’un tratto sulla città di Venezia. Ma il Mose non è stato attivato.

La città è finita sotto ben 138 centimetri d’acqua. Se fino alla mattina di ieri l’acqua aveva appena toccato il metro e venti, nel primo pomeriggio si è arrivati a 13 centimetri in più rispetto a quanto previsto dai calcoli tecnici. Dunque, è bastato un rapido peggioramento meteo per buttare al vento le performance degli ultimi giorni del Mose, che aveva scongiurato due maree e per il quale il sindaco Luigi Brugnaro aveva anche esultato su Twitter.

Così, nella notte sono state attivate le operazioni di innalzamento delle paratoie del Mose, che normalmente entra in funzione a 130 centimetri, in vista della massima di 125/130 centimetri prevista per questa mattina. Infatti, si sono messe in funzione le 78 paratoie alle tre bocche di porto, Lido, Alberoni e Chioggia, per far fronte all’imprevedibilità del maltempo.

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«La situazione è grave, siamo sott’acqua in maniera drammatica – ha detto il procuratore della Basilica di San Marco Carlo Alberto Tesserin, che ha spiegato i danni subiti dall’edificio sacro – Se salirà ancora il livello, andranno sotto anche le cappelle interne».

Il sindaco ha spiegato che l’imponderabile ha giocato un brutto scherzo: «Avevamo una previsione massima di 125 centimetri. Per attivare il Mose serve una previsione più ampia. Il vento è cresciuto molto, è montato dalla Croazia provocando uno scirocco piuttosto forte, in concomitanza con le piene dei fiumi Piave e Tagliamento. E tutto ciò ha aumentato il livello dell’acqua lungo la costa». Brugnaro ritiene necessario rivedere e correggere le regole della cabina di regia. Probabilmente, si introdurrà il sistema di preallarme anche ad un livello più basso.

Il Mose di Venezia entra in funzione troppo tardi: polemiche e critiche ad un sistema poco efficace

Intanto, si sono sollevate le critiche al Mose, quel sistema lungamente atteso e poi finalmente realizzato e messo in funzione, ma ora non utilizzato in maniera efficace. Tesserin ha anche aggiunto: «Bisogna modificare il limite per far alzare le barriere, ma anche 115 centimetri non risolvono il problema per la Basilica. Serve realizzare l’innalzamento di piazza San Marco e l’approvazione del nostro progetto di barriere trasparenti e temporanee di fronte alla Basilica, sperando che non sia già troppo tardi».

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«Perché il Mose non si è azionato? – ha chiesto Cinzia Zincone, capo del Provveditorato alle opere pubbliche nel Nordest – Siamo ancora in fase di sperimentazione, in cui il Mose si alza a 130 centimetri. L’allerta deve arrivare 48 ore prima, per convocare le squadre operative».

Anche Claudio Vernier, Presidente dell’Associazione piazza San Marco, ha ritenuto assurda e vergognosa la situazione: «La previsione di 125 centimetri c’era già ieri, quindi non alzare le paratoie è stata una decisione opinabile. Avere il Mose e non usarlo è assurdo. Anche soltanto 5 centimetri a Venezia cambiano tutto. E avremo ingenti euro di danni».

Nel mentre, il maltempo sembra non voler dare tregua a tutta l’Italia. Continua a nevicare in montagna, sulle Dolomiti bellunesi, dove 16 persone sono bloccate nei rifugi. Migliora la situazione nell’Alto Adige, ma permangono disagi nel traffico e nelle linee della corrente. Sul litorale della Capitale, invece, si sono abbattute una mareggiata e una tromba d’aria. Molteplici in questi giorni gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto in Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Sicilia e Campania.

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Editor: Susanna Bosio

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