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CORONAVIRUS: ITALIA ZONA PROTETTA

Coronavirus – tutta l’Italia diventa zona rossa, nuovo decreto

Coronavirus Italia. “Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto: tempo non ce n’è“. Questo quanto affermato ieri sera, lunedì 9 marzo 2020, dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.

In Italia il bollettino ufficiale del 9 marzo conta 9172 positivi e 473 morti, mentre 724 guariti. Dopo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e delle persone decedute, le abitudini di ognuno di noi devono cambiare per poter limitare la diffusione del Coronavirus in Italia.

Oggi è il momento della responsabilità, il futuro è nelle nostre mani e la decisione giusta oggi è di restare a casa. Per questa ragione è stato preso un provvedimento ritenuto inevitabile: “Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘io resto a casa’. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’Italia zona protetta”, ha affermato il premier.

Decreto del 9 marzo per la diffusione del Coronavirus in Italia

Divieto di spostamento

Con il nuovo decreto vengono estesi a tutta l’Italia i provvedimenti presi precedentemente solo per la Lombardia e 14 province del nord. Viene quindi esteso a tutta Italia il divieto di spostamento se non per comprovati motivi (motivi di lavoro, gravi esigenze familiari e motivi sanitari).
Per poter autocertificare la ragionevolezza del proprio spostamento è necessario compilare un modulo da esibire al momento del controllo che è possibile scaricare qui. Vi è invece il divieto assoluto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al test. La sanzione per chi viola queste limitazioni prevede un arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro e, nel caso di persone contagiate quella prevista dall’articolo 452 del Codice Penale (delitti colposi contro la salute pubblica).

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Altri provvedimenti

Nel decreto viene inoltre prevista:

  1. Sport – sospensione del campionato di calcio di Serie A. “Non c’è ragione per cui proseguano le manifestazioni sportive, abbiamo adottato un intervento anche su questo” ha detto Conte. Sono quindi sospese tutte le manifestazioni sportive in tutta Italia.
  2. Scuole – chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al 3 aprile. Chiusi anche musei, palestre, piscine, teatri, centri sociali e culturali. Stop anche per i concorsi pubblici ad esclusione di quelli per il personale sanitario
  3. Bar e ristoranti – Chiusura di bar e ristoranti dopo le 18 con l’obbligo di mantenere un metro di distanza nelle ore di apertura, pensa la chiusura dell’attività.
  4. Celebrazioni – vietate messe e celebrazioni, comprese quelle di matrimoni e funerali.
  5. Negozi – le attività commerciali dovranno rispettare la distanza di un metro per i clienti, pensa una sanzione. Nei giorni festivi e prefestivi le medie e grandi strutture di vendita saranno chiuse.
  6. Ospedali – accesso limitato di parenti e visitatori a ospedali, hospice, strutture residenziali per anziani e pronto soccorso.
  7. Trasporti pubblici – ”non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare al lavoro” ha detto Conte.

 

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