Dolce&Gabbana SS20
Moda

LA DOLCE&GABBANA SS20 SPIEGA COS’È L’IGNORANZA

Dolce&Gabbana, in occasione della collezione men SS20, danno una loro lettura del termine “ignoranza”

La passerella come luogo per esprimere un concetto acuto come quello significativo dell’ignoranza. La collezione Dolce&Gabbana SS20 pone un punto di riflessione: l’ignoranza potrebbe diventare un sinonimo del conoscere?

E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?” Socrate riserva un punto di domanda importante circa la saccenteria di alcuni individui nel credere di avere il dono dell’intelletto e del verbo.

Un argomento davvero insidioso se si pensa, che nella società attuale, tale problematica si amplifica soprattutto sui Social.

Ignorantia come gnosis: ignoranza come conoscenza. Un dualismo legato da un’imprescindibile similitudine nascosta dietro la maschera del sapere.

Sicilian Tropical, questo è il nome riservato alla collezione uomo primavera/estate 2019 firmato Dolce&Gabbana, recupera tutti gli elementi dell’Heritage della griffe.

Maculato, stampe barocche, gessati: un intruglio di patch cheap che assieme creano look ricercati e piacevolmente calibrati.

Il maschio ( ça va sans dire) di Stefano Gabbana e Domenico Dolce non delude per il suo allure vintage, un po’ avventuriero, un po’ da picciotto siciliano.

La voce Dolce&Gabbana è consultabile sul Dizionario della Moda di MAM-e.it

“Stefano Gabbana e Domenico Dolce cominciano a collaborare ad una linea chiamata Do.nna Do.nna, fondata da Dolce qualche tempi prima per dare sfogo alla propria creatività, il nome gli viene suggerito da Correggiari.

La prima presentazione avviene al Burghy in via Vittorio Emanuele a Milano, gli inviti sono composti da una scatoletta di cartone con all’interno un hamburger di pane vero farcito con una carta bullonata e tessuti attaccati con la colla.

Peccato per il fattore tempo, non calcolato, che fa sì che le missive vengano consegnate ormai ammuffite. I soldi per pagare le modelle non ci sono, perciò gli abiti vengon fatti indossare a manichini seduti ai tavoli, così da confonderli con i clienti. La seconda sfilata si svolge da un parrucchiere, a mezzanotte, gli abiti assumo colori cianotici, sono folli, in piena ispirazione warholiana.”

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