La regina degli scacchi
Moda

La regina degli scacchi: tutti i segreti dietro ai costumi della serie

Raccontare i personaggi attraverso i costumi. Tutte le curiosità sui look indossati da Beth Harmon, la protagonista della nuova serie cult “La regina degli scacchi”.

La regina degli scacchi è la nuova serie rivelazione di Netflix. Un appassionante racconto di vizi e di virtù, tratto dall’omonimo romanzo del 1983 di Walter Tevis.

È la storia di Elizabeth Harmon, un’orfana con un talento eccezionale per gli scacchi.  Un talento innato che la porta a scalare molto presto le vette dei campionati mondiali e, altrettanto velocemente, a fare i conti con un passato difficile e una personalità tormentata.

Da pedone a regina. La serie, è una storia di formazione e di riscatto, di glorie e di tormenti. Infatti, Beth Harmon, interpretata dalla giovane Anya Taylor-Joy, dovrà imparare a sue spese a mettere sotto scacco anche alcuni aspetti della sua vita.

I costumi della regina degli scacchi: genio e sregolatezza raccontati attraverso gli abiti

La regina degli scacchi
La regina degli scacchi

Nei primi episodi, Beth è una ragazzina fragile, ma gradualmente affronterà un percorso di crescita che la porterà a diventare una donna matura e consapevole. Gabriele Binder, ideatrice dei costumi de “La regina degli scacchi” ha voluto tradurre in abito questa progressiva evoluzione, creando outfit sempre più raffinati. Così, la protagonista passerà da un guardaroba semplice e austero ad uno più ricercato ed elegante. In un progressivo aggiungersi di dettagli come metafora di aggiunzione di esperienze.

Dalla tunica di lino in verde pallido indossata al momento dell’arrivo in orfanotrofio, al maglioncino ceruleo con le scarpe stringate portate con i calzini corti, per arrivare infine a cappottini bon ton, abiti trapezio e gonne a pieghe ultra chic.

La crescita personale e professionale di Beth, si intravede anche nei look dei suoi capelli. L’intenso ramato della sua chioma, passa da un caschetto corto sormontato da una frangetta ad un bob vaporoso ispirato all’iconico taglio degli anni ’60 del parrucchiere newyorkese Kenneth Battelle.

I colori

In diverse interviste, la costumista berlinese Gabriele Binder, ha più volte ribadito l’importanza dell’utilizzo di specifiche palette cromatiche. Non solo i modelli, ma anche i colori degli abiti e delle scenografie, sono stati pensati per rappresentare determinati momenti e stati d’animo del personaggio. A prevalere sono soprattutto i colori pastello. In merito, la Binder ha raccontato di prendere direttamente ispirazione dalla natura per la creazione di tutti i suoi costumi.

Il verde è il colore dominante in tutta serie. Una costante cromatica e un filo conduttore della psicologia della protagonista. Il verde pallido figura all’inizio della serie, con una Beth bambina, e ritorna alla fine con un abito in alpaca, in quello che si rivelerà essere il torneo più importante della sua vita. Un richiamo esplicito all’infanzia , ma questa volta, il colore della fragilità diventa il colore del riscatto e della rinascita. «Il verde è un “homecoming“», ha dichiarato la costumista.

Costumi verdi
Abiti verdi

Il blu ceruleo connota invece, i momenti dell’adolescenza e della vita nella nuova famiglia adottiva. Un colore tenue che rispecchia le metamorfosi di una bambina prodigio che sta diventando adolescente. Il ceruleo è il colore della scoperta ma anche della malinconia.

Abito blu ceruleo
Abito blu ceruleo

Il bianco è il colore della rinascita e della vittoria. Non a caso, l’ultimo costume indossato da Beth Harmon è un total look bianco composta da: un cappotto in cashmere, pantaloni dritti e un morbido basco. L’outfit è un richiamo al pezzo bianco della regina degli scacchi, grazie al quale poi vincerà.

bianco
Abito finale bianco

I dettagli

Nulla è lasciato al caso. Infatti, c’è un notevole utilizzo di disegni geometrici, della fantasia tartan e dei colori a contrasto bianco e nero. Tutti questi elementi rimandano alla scacchiera e, in particolar modo, intendono rimarcare l’ossessione che la protagonista sviluppa per il gioco degli scacchi.

Trench a quadri
Trench a quadri

I riferimenti culturali

Ambientata tra gli anni ’50 e gli anni ’60, la serie presenta riferimenti alla cultura di questi anni vivaci. Un evidente look retrò nasconde in realtà delle preziose citazioni culturali. Binder ha voluto omaggiare due grandi stilisti di quell’epoca, André Courrèges e Pierre Cardin, ricercando capi vintage originali o riproduzioni.

Omaggio a Pierre Cardin
Abito ispirato agli abiti di Pierre Cardin

Oltre ai riferimenti della moda, i look di Beth traggono ispirazione anche da personaggi femminili anticonformisti degli anni ’60 come Jean Seberg, Edie Sedgwick e Biba. Riferimenti necessari, in quanto Beth emerge in un contesto esclusivamente maschile e si ritroverà spesso a combattere contro stereotipi di genere.

Nella serie, si sono volute raccontare anche realtà differenti con cui la protagonista entra in contatto. Dunque, attraverso i vestiti, emerge la differenza tra l’ambiente culturale urbano di New York e quello provinciale di Lexington, mentre nei viaggi tra le varie città, lo stile del personaggio acquisisce un aspetto sempre più “metropolitano”.

Dalla collaborazione tra Netflix e il Brooklyn Museum, è nata una mostra virtuale in cui è possibile visionare tutti i principali costumi di “La regina degli scacchi” e conoscere tutti i retroscena.

mostra
Mostra costumi La regina degli scacchi

Leggi anche:

La serie Netflix “La regina degli scacchi”: il genio di una donna

Armani, Dolce&Gabbana e Valentino firmano i costumi della prima della Scala 2020

Film di Natale su Netflix: un calendario dell’avvento

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo due mail al mese con il meglio del nostro Magazine e riceverai subito un regalo!

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *