Arte,  Mostra

MONDI PARALLELI, UNA RETROSPETTIVA SU VACCHI A BOLOGNA

Sergio Vacchi in Mondi Paralleli, una mostra per celebrarlo a due anni dalla scomparsa. Una grande mostra che attraversa trasversalmente molti mondi artistici e intellettuali di cui l’artista ha preso parte.

Mondi Paralleli è la nuova mostra di Palazzo Fava. Verrà aperta al pubblico il 28 settembre 2018. L’esibizione è dedicata al pittore visionario Sergio Vacchi e al suo sguardo modernissimo e precursore di tante espressioni figurative del contemporaneo.

Tra gli enti promotori ricordiamo Fondazione Carisbo e Genus Bononiae.

La mostra Mondi Paralleli, a due anni dalla scomparsa del Maestro, è curata da Marco Meneguzzo. Già nel titolo si richiama proprio alla capacità della pittura di Vacchi di compenetrare ambiti lontani dal mondo dell’arte, dal cinema, alla letteratura, al fumetto. Artista che ha anticipato la tendenza contemporanea alla contaminazione e al dialogo tra i diversi linguaggi artistici.

Non a caso Vacchi, appena giunse a Roma entrò immediatamente in contatto con tutto il variegato ambiente intellettuale, stringendo amicizia con Renato Guttuso, Federico Fellini, Giuliana Calandra, Vittorio De Sica, Goffredo Parise, Paolo Volponi e numerosi altri artisti. Non è un caso se è proprio a Roma che Vacchi iniziò ad avere importanti collezionisti tra cui Carlo Ponti e Sofia Loren.

Sergio Vacchi

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Sergio Vacchi, Solitudine di Chet Baker in concerto,1999

Fu un protagonista assoluto dell’arte italiana del Novecento e maestro del cosiddetto “ultimo naturalismo” secondo le parole di Francesco Arcangeli. Vacchi inizia la sua carriera come surrealista che si seppe ricollegare alla grande tradizione della metafisica di De Chirico. Ma successivamente approda al Neo-espressionismo.

Inoltre fu anche un pittore quasi “compulsivo”, perché procedeva per cicli pittorici che seguivano i suoi impulsi, le sue storie, la sua visione del mondo, spesso compenetrata di tragicità e ironia.

Mondi Paralleli

Il curatore illustra con queste parole la mostra: “La mostra di Palazzo Fava, che raccoglie opere dal 1948 al 2008, non vuole solo restituire alla memoria di Bologna la pittura di uno dei suoi protagonisti più osannati, oggi confinato in un preciso periodo storico, ma vuole proporne una rilettura in chiave non più padana o bolognese, ma internazionale, pensando al suo lavoro come al lavoro di un artista isolato ma di genio, capace di dialogare coi grandi pittori e gli intellettuali della sua epoca, cui non lesinava gli omaggi artistici”. 

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Sergio Vacchi, La tribù di Greta Garbo, dibattito intorno alla bellezza, 1998

Al piano nobile, invece, i grandi cicli cui era abituato Vacchi dialogheranno idealmente con quelli dei Carracci: si tratta di narrazioni, di incontri straordinari con i personaggi di tutte le epoche, in un’atmosfera cupa che ricorda i notturni barocchi, le scenografie di Fellini e il Seicento al tempo stesso.

Infine un volume bilingue, edito da Skira, accompagna la mostra. Al suo interno si potranno leggere i saggi critici inediti del curatore e di Renato Barilli, insieme a una testimonianza di Flavio Caroli.

La mostra è realizzata con la collaborazione della Fondazione Sergio Vacchi e con il sostegno di IMA.

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