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Scienziato russo morto di cancro in cella, era accusato di essere una spia

Uno scienziato russo il 30 giugno è stato arrestato, accusato di tradimento, dai servizi segreti russi in una terapia intensiva ove era ricoverato per un tumore al pancreas. È morto due giorni dopo.

Questi sono giorni particolari per la scienza e la fisica. Mentre oggi 4 luglio 2022 ricorre il decimo anniversario dall’annuncio del CERN di Ginevra della scoperta del bosone che ha rivoluzionato la nostra comprensione dell’universo, in Russia uno scienziato è stato arrestato, perché accusato di essere una spia, in una terapia intensiva di una clinica di Novosibirsk e trasferito nel carcere di Lefortovo di Mosca dove è morto due giorni dopo.

Russia, gli scienziati sono considerati spie

Il fisico Dmitry Kolker, 54 anni, era ricoverato in terapia intensiva per un aggravamento del tumore al pancreas in una clinica della città universitaria di Novosibirsk, in Siberia, quando degli agenti del FSB, i servizi segreti della Russia, lo hanno arrestato e portato a Mosca nella prigione di Lefortovo. Lo scienziato è quindi stato ricoverato ed è morto due giorni dopo alle 2.40 del mattino, lontano dai famigliari e amici e lontano dalla giustizia.

“Vi informiamo che il detenuto Dmitrij Borisovich Kolker il 2 luglio è stato trasferito nel centro medico GKB-2 dove è morto alle 2.40”, così le autorità hanno comunicato il decesso ai famigliari. In teoria la legge russa proibisce la detenzione di soggetti in condizioni sanitarie così precarie, come riporta Anna Zafesova su La Stampa, ma un giudice di Novosibirsk aveva convalidato l’arresto senza aspettare l’arrivo del legale della difesa.

 

 

Le proteste dei famigliari

“Un malato che stava per morire e che si nutriva attraverso un tubo in vena. Il procuratore dice che lì a Mosca le condizioni sono ottime, c’è anche un frigorifero. Mio padre mangia da un tubo in vena, non da un frigorifero”, aveva protestato il figlio Maksim. “Questa è una forma sofisticata di tortura. Papà non può camminare, mangiare o prendersi cura di sé”, aveva commentato la figlia Alina Mironova, condividendo alcune foto del padre scattate nel giorno del ricovero, alla vigilia dell’arresto. Un uomo scheletrico, guance scavate, ciuffi sparsi di capelli. Un fantasma di se stesso. “Il quarto stadio del cancro al pancreas è già una sentenza. Ma scontarla tra le mura di un centro di custodia cautelare senza cure mediche adeguate è la cosa peggiore che possa capitare”. In carcere Kolker non è durato neppure un paio di giorni.

“L’Fsb ha ucciso mio padre. Grazie Paese mio!!!”, ha scritto il figlio Maksim sul social russo VKontakte.

Le motivazioni dell’arresto

Secondo l’accusa, il brillante fisico era una spia per conto della Cina. Kolker era a capo del laboratorio di tecnologie ottiche quantistiche presso l’Istituto di fisica laser della filiale siberiana dell’Accademia delle scienze russe e dell’Università statale di Novosibirsk, nonché professore presso il Dipartimento di sistemi laser. Nel 2018 aveva tenuto delle lezioni in Cina ma sempre sotto stretta osservazione del FSB. Le lezioni erano concordate ed erano tenute in russo per evitare che passasse informazioni. Ciononostante, è stato accusato lo stesso di essere una spia per conto di un Paese straniero ed è stato condannato a due mesi di detenzione cautelare con l’accusa di “tradimento”, reato punibile con 20 anni di carcere in Russia.

“Era uno scienziato, amava il suo paese, lavorava nel suo paese nonostante i molti inviti delle principali università e laboratori ad andare a lavorare all’estero. Voleva lavorare in Russia, voleva insegnare agli studenti lì”, ha detto a Reuters il cugino di Kolker. “Queste accuse sono assolutamente ridicole, estremamente crudeli e insolite da essere riscosse su un uomo così malato. Sapevano che era sul letto di morte e hanno scelto di arrestarlo”, ha continuato.

Altri casi simili

Kolker non è l’unico scienziato russo ad essere passato come un traditore.  Due giorni prima anche Anatoly Maslov, 75 anni, uno dei principali ricercatori dell’Istituto di meccanica teorica e applicata e specializzato in tecnologie ipersoniche, è stato prelevato dal FSB e portato al carcere Lefortovo. Ancora, Viktor Kudryavtsev, 77 anni, dell’Istituto di ricerca centrale per la costruzione di macchine dopo un anno nel carcere di Mosca è morto ai domiciliari nel 2021.

Purtroppo, non è la prima volta che il Cremlino prende di mira gli scienziati con l’accusa di tradimento pensando che passino informazioni sensibili a “forze straniere” ma molti pensano che sia una mossa paranoica.

 

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Editor: Lorenzo Bossola

 

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