Musica,  Spettacolo

BOB DYLAN RIFIUTA ANCHE BARACK OBAMA

Dopo aver confermato la sua assenza alla cerimonia di Stoccolma, Bob Dylan ignora anche l’invito a cena del presidente uscente

Sfortunatamente, Bob Dylan oggi non sarà alla Casa Bianca. Ora potete rilassarvi tutti“. Questo l’ironico annuncio del portavoce ufficiale di Barack Obama, Josh Earnest. Il premio Nobel ha così evitato un’altra brutta gatta da pelare, un’altra occasione per socializzare e raccogliere un riconoscimento dovuto ai risultati raggiunti. Il portavoce non ha specificato le ragioni del rifiuto del musicista, ma ha tenuto a ricordare che durante il precedente incontro avvenuto tra i due nel 2012, quando Dylan è stato premiato con la ‘medaglia della libertà’ – il cantante aveva apprezzato il colloquio avuto con l’ormai ex presidente degli Stati Uniti. Non sembra difficile crederlo, anche se pure in quell’occasione il premio Nobel si dileguò un istante dopo l’investitura, dopo un veloce e laconico ringraziamento. Sembra fatto così: come un bambino che rifiuta di mettersi i calzoni lunghi, infastidito dall’idea di metterli in mostra in pubblico. 

Intanto l’accademia svedese che presiede alla cerimonia dei Nobel ha dichiarato che non saranno organizzati piani alternativi all’incontro che avrebbe dovuto svolgersi con Dylan il prossimo 7 dicembre, lasciando però aperto uno spiraglio: “c’è una possibilità che Bob Dylan si esibisca a Stoccolma l’anno prossimo, probabilmente in primavera, in questo caso avremmo l’opportunità di ospitare le sue letture. Daremo aggiornamenti non appena possibile”. 

 Il ‘gran rifiuto’ di Dylan , giustificato in motivo della presunta esistenza di ‘altri impegni’, non è motivabile dalla concomitanza con esibizioni ufficiali (non ci sono concerti in programma a dicembre per lui). O si tratta di problemi personali oppure la sua decisione, come molti credono, sopratutto chi lo conosce e segue da decenni, è il semplice frutto di una scelta d’intuito, quella di una natura libera da impellenze gerarchiche, dall’ansia di dover rendere conto a chi la onora e la giudica.

 

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