morto Germano Celant
Dizionario Arte

E’ morto Germano Celant per il Coronavirus a 80 anni

Germano Celant e l’arte povera 80 anni. Corrente artistica italiana. Così definita dal critico Germano Celant nel 1967 in relazione al Teatro Povero del regista polacco Jerzy Grotowsky, è stata una delle più originali neoavanguardie del panorama europeo degli anni Settanta. In contrasto con l’estetica dominante rappresentata dalle tendenze pop, optical e minimaliste, fu caratterizzata dall’uso di materiali poveri e di elementi naturali, quali rame, terra, acqua o pietra, finalizzato a una riscoperta della natura come energia vitale e a una riflessione sulle condizioni primarie dell’esistenza.

Come sottolineato da Celant nel volume Arte povera del 1969

Come sottolineato da Celant nel volume Arte povera del 1969, a un’arte definita ricca, basata sulle scoperte scientifiche e tecnologiche, veniva contrapposta un’arte “povera”, che, messa da parte qualsiasi volontà di interpretazione o di giudizio, identificava la propria dimensione con il “conoscere e il percepire” il procedere asistematico della vita.

 

Entravano a far parte del mondo dell’arte oggetti comuni fino allora non considerati e l’attenzione era posta non tanto sul risultato finale del processo di realizzazione dell’opera quanto sul processo stesso. La completa libertà di ricerca e di espressione rivendicata dagli esponenti del gruppo trovava i suoi precedenti in figure come Lucio Fontana, Alberto Burri e soprattutto Piero Manzoni, che aveva rivoluzionato in modo radicale i canoni tradizionali del fare arte.

L’arte povera ebbe il suo centro principale a Torino

L’arte povera ebbe il suo centro principale a Torino, dove operavano le gallerie Christian Stein, Sperone e Notizie, che da subito sostennero gli esponenti del gruppo, ma raggiunse presto un’affermazione internazionale. Significativa in questo senso la partecipazione alla mostra ‘When Attitudes Become Form‘, curata da Harald Szeemann nel 1969, che mostrò la vicinanza di intenti e di mezzi espressivi tra diverse tendenze emergenti, ascrivibili sotto le etichette di arte concettuale, land art e appunto arte povera. I principali protagonisti del movimento furono: Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario e Marisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio.

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