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La BCE accelera con lo scudo anti spread

Dalla BCE arriva un “nuovo strumento” per sostenere i Paesi più deboli. Le Borse rimbalzano e lo spread chiude a 216,5

Nella giornata di ieri 15 giugno 2022 il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE)ha deciso di conferire mandato ai pertinenti Comitati dell’Eurosistema insieme ai servizi della BCE di accelerare il completamento della progettazione di un nuovo strumento anti-frammentazione (lo scudo anti spread, NdR) all’esame del Consiglio direttivo”. La BCE, dunque, ha deciso di preparare un dispositivo per raffreddare i BTP e l’inflazione. L’obiettivo è “preservare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, condizione preliminare affinché la BCE sia in grado di realizzare il suo mandato di stabilità dei prezzi”. Al via

Lo scudo anti spread per calmare i mercati

“Il Consiglio direttivo si è riunito per uno scambio di opinioni sull’attuale situazione del mercato. Da quando il graduale processo di normalizzazione delle politiche è stato avviato nel dicembre 2021, il Consiglio direttivo si è impegnato ad agire contro i rischi di recrudescenza della frammentazione. La pandemia ha lasciato vulnerabilità durature nell’economia dell’area dell’euro che stanno effettivamente contribuendo alla trasmissione non uniforme della normalizzazione della nostra politica monetaria”, come si legge in una nota. Dopo una settimana in cui i mercati sono andati nel caos la BCE ha voluto mandare un messaggio forte di compattezza per scongiurare un acuirsi della crisi economica. Dunque ha deciso di preparare uno scudo anti spread e di permettere l’uso flessibile dei 1.700 miliardi di euro di bond acquistati nel periodo pandemico con il cosiddetto “Pepp”.

Lo spread, cioè il differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani (BTP) e quelli tedeschi (Bund), è conseguentemente calato da 249 a 227 punti base per chiudere poi a 216,5. Secondo Fabio Panetta del Comitato Esecutivo lo scudo anti spread “non impedisce la nostra politica monetaria ma è condizione necessaria per portare l’inflazione di nuovo al 2%“.

Lo spread in Europa e la reazione delle Borse

Le Borse hanno reagito subito alla notizia del sostegno dell’UE all’economia. Il Ftse Mib di Milano ha guadagnato il 2,87% chiudendo a 22.473 punti. Anche le altre piazze europea hanno chiuso in rialzo. L’indice Ftse 100 di Londra sale dell’1,16% a 7.271,10 punti, a Francoforte il Dax dell’1,39% a 13,489.07. Inoltre, il Cac40 di Parigi chiude a 6.030,13 punti con un più 1,35%. +1,37% e 8.177,30 punti anche a Madrid.

“A venerdì lo spread era a 234 punti, ben superiore a quello francese (62), spagnolo (130), portoghese (126), cipriota (165) e poco più basso di quello greco (288)”, ha affermato Mario Monti in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

 

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Editor: Lorenzo Bossola

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