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Arte,  Mostra

La mostra di Davide Balliano alla Cardi Gallery

Davide Balliano alla Cardi Gallery dal 19 gennaio al 26 marzo

 

Nella prima personale alla Cardi Gallery, dal 19 gennaio,  Davide Balliano espone un importante corpus di opere inedite, realizzate nel 2021, attraverso le quali osservare “i motivi ripetitivi e rigeneranti della sua arte, e attraverso di loro impostare una conversazione tra identità e natura. Approfondendo così l’indagine sulle problematiche formali, in equilibrio tra il rigore della geometria e il calore e il peso dell’esperienza umana.

 

La mostra di Davide Balliano alla Cardi Gallery
Davide Balliano, Untitled. DARIO LASAGNI

 

La mostra

Il  ciclo Untitled –  lavori in bianco e nero su tele di lino –  deriva dallo studio metodico  di Balliano sul movimento, inteso come moto imperioso della natura e ritmo ineludibile della storia.

In queste opere Balliano passa dalla lavorazione su tavola di legno alla tela di lino. Materiale leggero che permette alla texture della materia pittorica di emergere come elemento primario. Garantendo però parallelamente all’artista la possibilità di lavorare in modo più libero rispetto alle costrizioni imposte dal supporto ligneo.

 

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Davide Balliano, Untitled. DARIO LASAGNI

 

Davide Balliano

Originariamente di formazione fotografica, Balliano si avvicina alla pratica pittorica e scultorea nel 2006 durante il suo trasferimento a New York, dove attualmente vive e lavora. Il giovane artista italiano che vive oramai da anni a New York si è affermato in mostre internazionali grazie a un lavoro che spazia dalla performance alla fotografia, dalla scultura alla pittura.

“Le mie composizioni, sempre basate su una sobria assonanza di pochi elementi, spesso stratificati ma mai in prospettiva, ora sono animate da una vibrazione costante.

 spiega Davide Balliano

Attraverso il suo linguaggio austero e minimale di geometrie astratte in forte dialogo con l’architettura, il  lavoro di Davide Balliano indaga temi esistenziali. Come l’identità dell’uomo nell’era della tecnologia e il suo rapporto con il sublime.

Il suo discorso spaziale alterna pittura e scultura, incentrandosi su geometrie che, in questa seconda ipotesi, a sentire l’artista stesso, diventano “pilastri di metallo gelidi e neutrali”.

 

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