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PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA O LA FISIOLOGIA 2017

Il premio Nobel per la Medicina o la Fisiologia 2017 è stato assegnato a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young “per le loro scoperte dei meccanismi che controllano i ritmi circadiani”, l’orologio interno degli esseri viventi.

Gli studi dei vincitori del Premio Nobel  per la medicina o la fisiologia hanno spiegato come le piante, gli esseri umani e gli altri animali adattano i loro ritmi biologici per essere sincronizzati con un giorno solare. Il loro lavoro è stato fondamentale per capire come la vita si sia adattata alla rotazione del nostro pianeta, che comporta costantemente l’alternarsi del giorno  e della notte.

La maggior parte degli esseri viventi si adatta, e in molti casi anticipa, i cambiamenti nel breve periodo dell’ambiente in cui vive.

Nel XVIII secolo i primi studi in tema notarono che alcune piante, come quelle della mimosa, aprono le foglie verso il sole di giorno e le chiudono di notte. Incuriosito dal fenomeno, l’astronomo francese Jean Jacques d’Ortous provò a lasciare una mimosa sempre al buio e notò che, nonostante l’assenza di luce, la pianta continuava a seguire il suo ciclo di apertura e chiusura delle foglie.

Negli anni seguenti altri ricercatori notarono come questo orologio interno fosse comune non solo tra le piante, ma anche tra molti altri animali, compresi gli esseri umani.

Fu definito “ritmo circadiano” dallo scienziato  Franz Halberg nella prima metà del Novecento, dalle parole latine “circa diem”, cioè “intorno al giorno”. Che cosa ne determinasse il funzionamento rimase però un mistero per molti decenni.

Tra i primi a tentare un approccio più approfondito al tema ci furono i ricercatori Seymour Benzer e Ronald Konopka nei primi anni Settanta. Si chiesero se fosse possibile identificare i geni alla base dei ritmi circadiani, analizzando il corredo genetico dei moscerini della frutta.

Scoprirono che modificando un gene era possibile interrompere il funzionamento dell’orologio interno di questi insetti. Fu chiamato “gene period”, ma restavano ancora molte cose da scoprire sul suo funzionamento.

Furono Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young a scoprire l’effettivo funzionamento dell’orologio interno, a partire dagli anni Ottanta e studiando sempre i moscerini della frutta. Nel 1984 Hall e Rosbash, presso la Brandeis University di Boston, e separatamente Young, alla Rockefeller University di New York, riuscirono a isolare il gene period. I loro studi li portarono a scoprire che la proteina PER, codificata dal gene, tende ad accumularsi durante la notte e a essere poi distrutta nelle ore diurne. I livelli di PER variano quindi nel corso della giornata, creando la sincronia con dì e notte del ritmo circadiano.

 

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