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Proteste in Russia contro la mobilitazione parziale ordinata da Putin

Proteste in piazza, arresti, fughe e voli esauriti: ora la guerra coinvolge anche i cittadini medi russi

Già più di 1300 persone sono state arrestate in seguito alle proteste scoppiate in più di 38 città in Russia in risposta all’annuncio di ieri di Putin del richiamo di 300 mila riservisti. Solo a Mosca e a San Pietroburgo i fermati sono circa 1000. Biglietti aerei esauriti per scappare dalla Russia, prezzi anche oltre a 10 mila euro.

Nuove proteste in Russia

Secondo il sito che monitora le proteste nel mondo OVD-Info, già bloccato in dalle autorità russe, solo ieri si sono registrati più di 1311 arresti in 38 città. Solo a Mosca si ne contano almeno 502 e a San Pietroburgo 524. Dal 2014, a seguito della legge anti proteste, le manifestazioni non autorizzate sono illegali. La procura di Mosca ha affermato che organizzare o partecipare a manifestazioni illegali può comportare pene fino a 15 anni di carcere. In migliaia, soprattutto giovani, sono usciti ieri a protestare contro il primo richiamo di riservisti dalla Seconda Guerra Mondiale. Le manifestazioni di protesta sono state organizzate dal partito di opposizione Vesna, che è molto critico della guerra e di Putin.

Il ministro dell’Interno russo, Irina Volk, come riportato dal The Guardian, che la polizia ha fermato tempestivamente questi “piccoli” atti di protesta. “In un certo numero di regioni ci sono stati tentativi di organizzare azioni non autorizzate che hanno riunito un numero estremamente ridotto di partecipanti”, ha affermato Volk. “Sono stati tutti fermati. E quelle persone che hanno violato le leggi sono state detenute e portate alle stazioni di polizia per indagini e accertamenti delle proprie responsabilità”, ha aggiunto.

La fuga

Parallelamente alle proteste in piazza, migliaia di cittadini russi si sono apprestati a fuggire dalla Russia non appena sono arrivati i primi avvisi di coscrizione. Le destinazioni preferite sono quegli Stati che non richiedono il visto come Emirati Arabi, Turchia, Georgia, Azerbaijan e Armenia. La Lituania ha deciso di respingere tutti i cittadini russi in arrivo per ovviamente al possibile problema dei sabotatori. Nell’Unione Europea si discute da mesi se bloccare tutti i visti, anche turistici, ai cittadini russi per mostrare sostegno all’Ucraina. Dato l’enorme esodo, i biglietti verso queste destinazioni sono quasi tutti sold out, anche in business, e i prezzi sono aumentati enormemente fino ad arrivare a oltre 10 mila euro.

La mobilitazione parziale

Fino a ieri la guerra in Ucraina era combattuta dai russi delle periferie lontane migliaia di chilometri dalle città principali. Da ieri la guerra è entrata nella vita dei giovani russi della classe media cittadina. La coscrizione forzata di 300 mila riservisti, prima verranno richiamati i giovani già parzialmente addestrati, richiederà mesi e mesi di preparazione per trasformare “la carne da macello” in formazioni militari pronte a combattere. Come riporta il servizio d’intelligence del ministero della Difesa britannico la mobilitazione parziale dell’esercito per supportare le operazioni in Ucraina mostra il fallimento della guerra da parte di Mosca con le proprie truppe esauste, mal supportate e guidate. Inoltre, la coscrizione di 300 mila uomini mostra che i volontari pronti a morire per la Russia e per Putin sono finiti e questo e indicazione dell’azzardo politico dello “zar”.

 

Le immagini censurate delle proteste e gli arresti di massa questa volta forse non basteranno a cooptare l’opinione pubblica.

 

Foto di copertina: AFP

 

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Editor: Lorenzo Bossola

 

 

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