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Usa, Kyle Rittenhouse assolto: il ritorno dell’incubo razzista e delle proteste in strada

Il 18enne Kyle Rittenhouse ha ricevuto l’assoluzione: centinaia di manifestanti americani tornano a protestare nelle strade

Kyle Rittenhouse è stato assolto venerdì da ogni capo di imputazione. Il 18enne americano nell’agosto 2020 aveva ucciso due uomini e ferito un terzo con un fucile semiautomatico nella città di Kenosha, Wisconsin, durante una manifestazione Black Lives Matter.

Il processo si è incentrato sul diritto di Rittenhouse di autodifendersi in una situazione in cui, come ha stabilito la giuria, si trovata in pericolo di vita. Secondo vari analisti, la questione risiede nel fatto che le leggi statunitensi garantiscono l’autodifesa anche alle persone armate che si mettono consapevolmente in situazioni di grave pericolo.

In sostanza, l’accusa avrebbe dovuto dimostrare che il giovane non si trovava in pericolo di vita, ma non ci è riuscita secondo i 12 giurati (di cui 11 bianchi e un nero).

Le proteste per l’assoluzione di Kyle Rittenhouse

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In segno di protesta per l’assoluzione del giovane Rittenhouse, in questi giorni sono scesi in strada centinaia di manifestanti in diverse città americane.

Duecento persone hanno manifestato nella città di Portland, Oregon. Lì i cortei per l’omicidio di George Floyd erano durati mesi e mesi. I manifestati hanno sfondato le vetrine di diversi negozi e hanno lanciato degli oggetti contro la polizia. Le autorità hanno parlato di un comportamento violento e distruttivo. Dopo alcune ore le proteste si sono placate con ordine.

A New York, un corteo di persone ha marcato a Brooklyn bloccando il ponte per alcuni minuti. Ma si è trattato di una marcia pacifica e non ci sono state segnalazioni di arresti.

A Oakland, California, una folla di circa cento persone ha marciato dal municipio verso il palazzo federale.

Nella stessa Kenosha, dove si sono consumati gli omicidi e l’assoluzione di Rittenhouse, si sono verificate poche proteste in città e, sembra, un solo arresto.

Kyle Rittenhouse assolto: Trump si congratula e Biden accetta il verdetto

«Congratulazioni a Kyle Rittenhouse per essere stato dichiarato innocente. Se questa non è autodifesa, allora niente lo è», questo quanto ha affermato l’ex Presidente Donald Trump.

Joe Biden, invece, si è detto arrabbiato, come molti americani, per il verdetto. Allo stesso tempo ha sottolineato che «la giuria ha parlato. Io sto dalla parte del sistema, un sistema che funziona e a cui bisogna adeguarsi».

Negli Stati Uniti sembra non essersi mai placato l’incubo razzista. La domanda che sorge spontanea è: se Rittenhouse non fosse stato un giovane ragazzo bianco, le cose sarebbero andate allo stesso modo?

 

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Editor: Susanna Bosio

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