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Crolla il prezzo del gas in Italia: ora verrà esportato in Europa. Quanto inciderà sulle bollette?

A sorpresa crolla il prezzo del gas in Italia: due terzi in meno rispetto all’Europa

Un sospiro di sollievo per gli italiani (forse): il prezzo del gas è improvvisamente crollato, a tal punto che costa ora un terzo rispetto al resto d’Europa. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha dichiarato che l’Italia ha raggiunto in anticipo l’obiettivo del 90% degli stoccaggi di gas. Cingolani ha commentato:

“Un traguardo reso possibile dall’intenso lavoro portato avanti dal governo in questi mesi, grazie anche a Snam e al supporto di Gse e Arera. Tale risultato ci consente di puntare verso obiettivi ancora più ambiziosi, così da garantire maggior flessibilità in caso di picchi sui consumi invernali”

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Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani        (Credits foto: open)

Ma perché il prezzo del gas è crollato così repentinamente? Gli operatori hanno spiegato che al momento in Italia c’è molto più gas disponibile rispetto alla domanda, quindi il prezzo diminuisce. Lo si vede dai prezzi: l’indice Ttf, quotato alla Borsa di Amsterdam e punto di riferimento per gli scambi in Europa, nella giornata di lunedì ha toccato una punta massima di 220 euro al megawatt/ora. In Italia i valori al Psv (punto di scambio virtuale), riferimento per il mercato italiano, hanno invece toccato una punta minima a 80 euro.

Bollette meno costose?

È presto per capire con certezza quali saranno (e se ci saranno) i benefici sulle bollette degli italiani. Al momento le prospettive sono buone e gli operatori hanno iniziato a vendere il gas agli altri paesi europei, dove le quotazioni sono più alte. Le nuove regole sulle variazioni delle tariffe in bolletta prevedono che i costi per il gas vengano calcolati d’ora in avanti mese per mese, sulla media dei prezzi dei 30 giorni precedenti al Psv (e non più al Ttf olandese). Se questo fenomeno dovesse continuare anche per ottobre, ci sarebbe un calo dei costi delle bollette.

Il problema potrebbe nascere, in caso la situazione dovesse protrarsi, dal fatto che parte del gas in arrivo non rimane in Italia, ma viene esportato al resto d’Europa. In questo caso, se la domanda nel resto d’Europa fosse più alta rispetto a quella italiana, potremmo avere il paradosso di avere meno gas disponibile.

Buone speranze anche per il rigassificatore di Piombino

Parlando del rigassificatore di Piombino, l’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, si è mostrato positivo riguardo le prossime scadenze, e nel corso dell’Italian Energy Summit organizzato da Il Sole 24 Ore ha aggiunto:

“Avremo per Piombino sei mesi di intenso lavoro per rendere il rigassificatore disponibile per la prossima estate”.

L’Italia verso l’indipendenza dal gas russo

L’Eni pensa di poter essere indipendente dal gas russo entro l’inverno 2024-2025. Per riuscire in questo scopo serviranno più rigassificatori, ha ribadito l’Ad di Eni, Claudio Descalzi. L’obiettivo dell’indipendenza dal gas russo può essere possibile grazie al ricorso delle forniture oltre che da Algeria e Nord Europa, ha aggiunto Descalzi, anche da Egitto, Nigeria, Congo, Mozambico, Qatar, Indonesia.

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