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House of the Dragon da record: ecco perché il prequel potrebbe essere migliore di Game of Thrones

Debutto bomba per House of the Dragon: il prequel di Game of Thrones ha i numeri per superare la serie TV originale?

Che siate fedelissimi di George R.R. Martin o semplici appassionati di fantasy, non potrete negare che c’è solo un argomento a dominare tra i cinefili di tutto il mondo, in questo fine agosto 2022: il prequel di Game of Thrones, House of the Dragon.

Attesissimo in ogni angolo del globo, infatti, lo spin-off del Trono di Spade è finalmente approdato in TV, risvegliando una community quanto mai esigente. Dopo la disastrosa stagione finale di GoT, infatti, erano in molti a domandarsi se valesse o meno la pena fare ritorno a Westeros, con il prequel dedicato alla Casa del Drago, i Targaryen. Ebbene, a pochi giorni dalla premiere mondiale di House of Dragon, tutti coloro che hanno scelto di abbandonare la torre d’avorio dell’indignazione per il finale di Game of Thrones per dare una sbirciata al prequel potranno confermare che non solo House of the Dragon si sia rivelato all’altezza delle aspettative. Ma per certi versi superiore.

I numeri del debutto di House of the Dragon sono da record. E la prima puntata del prequel ha fatto letteralmente impallidire l’esordio di Game of Thrones. La domanda, quindi, sorge spontanea: House of the Dragon finirà per essere addirittura migliore de Il Trono di Spade?

La premiere di House of the Dragon, la più vista della storia di HBO: ecco perché la prima puntata ci ha subito stregato

C’è chi ha avuto un tuffo al cuore leggendo il nome di Daenerys Targaryen nei titoli di testa di House of the Dragon, e chi mente. Dopo aver amato alla follia lo show tratto dal mondo di George R.R. Martin per ben 8 stagioni (o 7, se si esclude quella finale), infatti, è innegabile che rituffarsi a capofitto in una Westeros ancora più scintillante faccia un certo effetto.

Risentire i nomi delle Case dei Sette Regni, rivedere i bastioni della Fortezza Rossa, le possenti mura di Harrenal, il rosso della chioma degli alberi diga… E, ovviamente, loro: i draghi. Più grandi, più numerosi e diversificati in forma, colore e dimensione, le incredibili creature di Casa Targaryen ci hanno immediatamente ri-proiettato nel mondo di Game of Thrones. Ma si tratta di un espediente puramente nostalgico, o di un inizio di qualcosa di nuovo?

 

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Nonostante il riserbo di molti fan, i numeri da record collezionati dal debutto di House of the Dragon bastano per rispondere alla domanda. Con 2,6 milioni di spettatori nella sola notte d’apertura, il debutto della serie ha conquistato il titolo di più visto della storia di HBO. Oltre che di premiere televisiva più seguita del 2022.

Non si tratta certo di un caso. Terminata la visione della prima puntata, infatti, anche i fan più scettici hanno dovuto ammettere che – rispetto al pilot della stessa Game of Thrones, innegabilmente lento – il debutto di House of the Dragon sia stato un’autentica bomba.

Effetti speciali spettacolari, personaggi ben presentati e motivati, una trama fitta e intricata fin dai primi minuti e un’ambientazione medievale incredibile. La premiere di House of the Dragon, fin dai primi minuti di girato, ci ha ridato il meglio di Game of Thrones. Amplificandolo di una luce nuova e migliorata.

Perciò la domanda è una sola, tenendo conto che siamo solo alla prima puntata. È possibile che il prequel del Trono di Spade abbia i numeri per superare la serie TV originale?

Gli attori di House of the Dragon: Matt Smith è già la star del prequel di Game of Thrones

Uno dei grandi punti di forza della prima puntata di House od the Dragon è senza dubbio un cast di attori incredibilmente azzeccati. Splendidamente vestiti, perfettamente calati nella realtà cittadina di una Approdo del Re molto diversa da quella che conoscevamo, i personaggi di House of The Dragon hanno subito bucato lo schermo.

Primo tra tutti, Matt Smith, l’attore che veste i panni del tenebroso Daemon Targaryen, fratello del re e aspirante al Trono di Spade. In molti lo ricorderanno come l’undicesimo Dottore in Doctor Who o come principe Filippo di Edimburgo in The Crown. Ora, indossata la parrocchia biondo platino dei Targaryen, l’attore 39enne inglese si è calato nei panni del cavaliere di Caraxes. E ha conquistato il pubblico fin dalle prime scene.

Freddo, spietato, ma anche tormentato e affascinante. Daemon (Matt Smith), però, non è che il primo di una serie di personaggi perfettamente a fuoco, animati dalla dovizia di particolari che ci ha fatto innamorare di Game of Thrones. Ineccepibili, per esempio, le interpretazioni della giovane Millie Alcock (la giovane Rhaenyra Targaryen), di Paddy Considine (Viserys I) e di Sian Brooke (la regina Aemma, vera e propria protagonista della puntata).

 

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Il finale della prima puntata e le possibili svolte della trama: House of the Dragon correggerà il tiro di Game of Thrones?

Scene drammatiche, sequenze di cruda violenza, sesso e politica senza filtri. Nei soli 60 minuti della prima puntata, dunque, gli attori di House of the Dragon hanno concentrato un assaggio di tutto quello che rendeva grande Il Trono di Spade. Il tutto correggendo il tiro rispetto agli scivoloni sulla sceneggiatura delle ultime stagioni di GoT.

In definitiva, l’impegno investito nella premiere di House of the Dragon denuncia scopertamente la volontà di HBO di recuperare i punti persi con il finale di Game of Thrones. A confermarlo, c’è la rivelazione finale che ha incuriosito l’intera community di GoT. In una delle ultime scene della puntata, infatti, Viserys I rivela a Rhaenyra dell’esistenza di una profezia, che predice l’arrivo degli Estranei a Westeros.

Quest’ultima, però, pone come condizione imprescindibile per poter sconfiggere il Re della Notte la presenza di un Targaryen sul Trono di Spade. Ma, come tutti ricordiamo, le cose sono andate in modo ben diverso nell’ultima stagione di Game of Thrones. Che questo possa essere lo spunto per riscrivere il destino delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, perlomeno nei libri?

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Editor: Valentina Baraldi

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