objet trouvè
Dizionario Arte

objet trouvè, tecnica di recupero da un artista

Objet trouvè. Oggetto recuperato da un artista ed esposto senza o con minime alterazioni come opera d’arte (o come elemento di un’opera d’arte).

Può essere un oggetto naturale, come un sasso, una conchiglia o un ramo dalla forma bizzarra, oppure un oggetto costruito dall’uomo, per esempio di ceramica o di metallo.

Il significato di questo procedimento è che l’artista riconosce in questo oggetto ritrovato una valenza estetica, e lo espone all’occhio altrui come farebbe con un’opera d’arte. Questa pratica cominciò con i *dadaisti (specialmente Marcel Duchamp) e fu particolarmente coltivata dai *surrealisti.

George Heard Hamilton

George Heard Hamilton (Painting and Sculpture in Europe: 1880-1940, 1967) scrive che i devoti dell’objet trouvé credevano che tali pezzi “venendo sottratti dalla loro funzione e dal loro ambiente abituali potessero aprire nuove finestre sui mari della psiche…

Ma spesso si abusò della tecnica dell’objet trouvè, specialmente da parte dei decoratori d’interni, e si arrivò al punto che nessun pezzo di legno o osso rotto era libero da implicazioni surrealiste”.

In seguito, i materiali di recupero venivano usati ampiamente nell’ assemblage. Vedi anche ready-made.

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