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Pagamenti Pos, il governo Meloni frena

Nella seconda bozza della manovra il governo ha alzato la soglia dell’obbligo di accettare i pagamenti elettronici a 60 euro ma Meloni è pronta al dietrofront imposto dalla UE

Il governo Meloni con l’innalzamento della soglia dell’obbligo di accettare i pagamenti con il Pos a 60€, apparso nella seconda bozza della manovra di bilancio, è andato a sbattere contro il muro dell’Unione Europea ed è pronto a un nuovo dietrofront.

Pagamenti POS, un altro dietrofront

La soglia entro cui entra in vigore l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici, tra cui quelli Pos, era già stata alzata a 30 euro con la prima bozza della manovra della settimana scorsa. La seconda bozza invece ha alzato quella cifra a 60 euro. Il tentativo del governo di abbandonare la via del cashless e di ritornare a prima che il governo Draghi obbligasse gli esercenti ad accettare il Pos per qualunque cifra ed imponesse sanzioni (30 euro + il 4% della transazione) ha trovato l’opposizione dell’UE.

Le accuse al governo di così favorire l’evasione fiscale non sono mancate. Meloni e i sui ministri si sono difesi affermando che non ci sono studi definitivi a supporto della tesi secondo cui i pagamenti elettronici limitino l’evasione. L’esempio portato è la Germania che non ha soglie per il Pos. I critici ribattono dicendo che in un Paese dall’alto tasso d’evasione fiscale, come l’Italia, il Pos aiuta ad aumentare la tracciabilità delle transazioni e quindi ridurre il nero.

Il governo, però, deve passare dallo scrutinio della Commissione Europea prima di poter varare qualsiasi manovra di bilancio perché in gioco c’è anche il PNRR. Come riportato da La Stampa, la direzione intrapresa dal governo italiano “va nella direzione opposta rispetto a quella indicata dalle raccomandazioni UE”. La Task Force Recovery della Commissione Europea sottolinea che tali cambiamenti sfavoriscano la lotta all’evasione fiscale. Ma non solo. L’UE ha inoltre ribadito che l’Italia ha preso degli accordi per l’ottenimento dei fondi del PNRR. L’Italia di Draghi aveva preso l’impegno di “contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti.

Sempre secondo La Stampa, è la premier in primis a non volere scontrarsi con l’Europa in nome dell’innalzamento della soglia per i pagamenti Pos. Meloni ha incaricato il ministro degli Affari europei e del PNRR Raffaele Fitto di dialogare per trovare una soluzione senza però arrivare allo scontro: “nessuno qui vuole rischiare di compromettere il PNRR per una norma sul Pos”. Il governo è ben conscio di essere in una posizione di svantaggio. Infatti, in settimana è attesa a Roma una delegazione UE per controllare lo stato della manovra di bilancio che è da approvare entro fine anno. Le riforme strutturali sono attese a Bruxelles e il governo Meloni, per il momento, non ha intenzione di imputarsi ed è pronto all’ennesimo dietrofront.

 

 

 

 

 

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Editor: Lorenzo Bossola

 

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