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F1 in lutto: morto Frank Williams, fondatore dell’omonima scuderia

La F1 piange Frank Williams, fondatore dell’omonima scuderia

A poche gare dalla conclusione di un mondiale che vede Verstappen e Hamilton fronteggiarsi alla pari, la F1 piange uno dei suoi storici protagonisti. Nel pomeriggio di ieri, infatti, si è spento Sir Frank Williams, fondatore assieme a Patrick Head della scuderia Williams Racing. Una vita che purtroppo lo ha caratterizzato diverse tragedie. Si ricordano in particolare l’incidente personale che lo rese paralizzato su una sedia a rotelle e la morte di Ayrton Senna al GP di Imola 1994. Ciononostante, l’ing. Williams ha saputo fare la storia della F1 lanciando diversi grandi talenti su macchine altamente competitive. Questo lavoro intenso ha dato come risultati ben 9 mondiali costruttori e 7 mondiali piloti.

Frank Williams: le origini e la fondazione della Williams Racing

Nato nel nord dell’Inghilterra da un ufficiale RAF e da una maestra nel 1942, cresce con gli zii materni dopo la separazione dei genitori. La vocazione per i motori viene quando è appena maggiorenne. Un suo amico gli fa provare una Jaguar XK 150. Da allora non si separa più dalle auto. Dopo una breve carriera di meccanico e pilota, nel 1969 muove i primi passi in F1 fondando la Frank Williams Racing. E’ una scuderia molto amatoriale poiché si limita ad assemblare vetture di altri costruttori. La prima vettura è una Brabham BT26A (motorizzata Ford) per l’amico Piers Courage.

Malgrado il debutto da principiante, il giovane Williams colleziona i primi risultati come il secondo posto al GP di Montecarlo e la vittoria nel GP degli USA. Alla fine, Courage arriva ottavo nella classifica finale. Ecco però che la cattiva sorte inizia a tormentare Williams: lo stesso pilota muore poco dopo in un incidente al GP d’Olanda. Prova a stringere accordi con sponsor differenti ma i risultati questa volta sono piuttosto scarsi.

1977: la fondazione della Williams GP e l’epoca d’oro degli anni ’80

Nel 1975 Frank Williams in F1 fa un salto di qualità. Inizia infatti a costruire auto in proprio. L’anno successivo, entra nella Frank Williams racing il petroliere Walter Wolf, ribattezzando il nome della stessa scuderia. Williams e l’ing. Patrick Head restano con ruoli di secondo piano. Dopo un breve periodo, i due decidono di mettersi in proprio e di fondare nel 1977 la Williams GP Engineering. Dopo qualche anno di esperienza, arrivano i primi trofei: nel 1980 vince con Alan Jones il titolo piloti ed anche il titolo di costruttori. Gli anni ’80 sono un decennio di grandi successi per la Williams in F1.

In pochi anni vincono altri due mondiali piloti con Rosberg sr. (1982) e Piquet (1987) e ulteriori tre titoli costruttori (1981, 1986 e 1987), utilizzando prima il motore Ford dal 1977 al 1983 e poi il motore Honda dal 1983 al 1987. Per i suoi meriti in campo sportivo, riceve importanti onorificenze: prima l’Ordine dell’Impero Britannico, poi la Legion d’Onore francese. In questo periodo, tuttavia, un evento segna lo stesso Williams: nel 1986 un incidente stradale lo lascia paralizzato su una sedia a rotelle per sempre.

Rosberg sr. e Piquet festeggiano le vittorie con la Williams. Nel decennio 1980 la scuderia inglese è stata protagonista di F1

Gli anni ’90: il sodalizio vincente con Renault

Dopo alcuni anni di intermezzo con i motori Ruud, nel 1989 Williams stringe l’accordo con Renault per la fornitura dei motori alle sue auto da corsa. Questo segna l’inizio di un nuovo ciclo vincente: Patrese, Boutsen, Mansell, Hill, Prost, Senna e Villeneuve jr. sono i protagonisti della Williams degli anni ’90. Sfiorato il titolo già al primo anno, la scuderia fondata da Sir Frank torna ad alzare un trofeo nel 1992 con il titolo piloti e costruttori, bissando anche l’anno seguente. Nel corso del fortunato decennio arrivano altri due titoli piloti (1996, 1997) e tre costruttori (1994, 1996, 1997). Nel 1994 l’ennesima tragedia: al GP di Imola il pilota Ayrton Senna muore in un tragico incidente. Per questo, Frank Williams fu accusato di omicidio colposo.

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Mansell e Patrese, dominatori della stagione 1992 al volante della Williams

Il nuovo millennio e il declino della scuderia

La fine dei rapporti con Renault nel 1998 segna l’inesorabile declino della scuderia. La stretta di mano con la BMW tenta di riportare ai fasti degli anni precedenti la Williams in F1. Ciononostante, la casa inglese sente molto l’affermazione della Ferrari con Schumacher e la McLaren di Raikkonen. L’ultimo colpo di coda della Williams fra “i grandi” è del Mondiale nel 2003. Montoya, dopo una lunga lotta con Schumi e Kimi, alla fine conclude terzo. Dalla stagione successiva, la storica scuderia colleziona risultati più bassi che la relegano alla parte medio-bassa della classifica. La cessione della casa a un fondo americano nel 2020 porta a nuovi prospetti anche se tutt’ora incerti. Quello che è certo è che la Formula 1 ha perso un grande protagonista che ha fatto la storia delle auto da corsa.

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Juan Pablo Montoya con Sir Frank Williams

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