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Femminicidio in Italia è un male silenzioso: l’80% delle donne non denuncia

Tante, troppe sono le donne vittima di violenza ogni giorno. Il femminicidio in Italia è una piaga, che occorre curare alla radice e per cui servono interventi duraturi e massivi che ne estirpino alla base cause e irrazionali motivi. I numeri in questo senso appaiono drammatici e spaventano per imponenza.

Ulteriore fattore da tenere in debita considerazione è che ancora troppo spesso molte tra le donne che subiscono minacce o varie forme di violenza non lo ammettono. L’80% delle donne non denuncia. Questo il dato chiaro e allarmante che un’indagine statistica dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi ha redatto e pubblicato sulle pagine di Repubblica.

Altro numero che fa rabbrividire è quello relativo alla percentuale di donne che in qualche maniera ha subito una forma di violenza: si tratta del 31%, risultato che rapidamente permette di calcolare che oggi in Italia una donna su tre è stata coinvolta in episodi simili.

Tutti questi numeri, forse astratti se considerati di per sé, rendono però bene l’immagine di un Paese che deve impegnarsi profondamente per modificare dalle fondamenta un approccio culturale errato e marcio. A cominciare dalla ferrea esigenza di convincere le donne che occorre parlare, raccontare e denunciare ogni episodio o situazione.

Femminicidio in Italia è un male silenzioso: l’80% delle donne non denuncia
Femminicidio in Italia è un male silenzioso: l’80% delle donne non denuncia

Numeri allarmanti: il femminicidio in Italia troppo spesso passa sotto silenzio

L’80% delle donne non denuncia. Questo è forse il dato chiave che può spiegare almeno in parte quale radicato e complesso problema rappresenti il femminicidio, e più in generale la violenza sulle donne, in Italia.

I dati raccolti e pubblicati su Repubblica grazie alla ricerca dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi meritano certamente una riflessione. Purtroppo ancora oggi, sul finire del 2023, sono tantissime le donne che subiscono atti intimidatori, minacce o veri e propri atti violenti, ma che decidono di stare zitte e di non denunciare.

Il 31% degli individui di sesso femminile è stato vittima di una qualsivoglia forma di violenza nel Bel Paese. Stiamo cioè parlando di una donna su tre. E nel 42% di questi episodi a rischio c’è persino la vita della sfortunata protagonista.

Senza differenza alcuna di classe sociale, etnia o fascia d’età, ancora troppo di frequente però le donne vittima di aggressioni o intimidazioni scelgono di non denunciare chi le ha danneggiate. Al posto di un formale richiamo attraverso i canali preposti e le autorità si opta per il silenzio totale o in alternativa la timida confessione agli amici.

Ancora una volta sono i numeri a confermare tale tendenza: circa il 37% delle donne che hanno subito una qualche forma di violenza prova a parlarne in famiglia o con amiche, mentre è appena il 21% la fetta di coloro che decide di denunciare.

Femminicidio in Italia è un male silenzioso: l’80% delle donne non denuncia
Femminicidio in Italia è un male silenzioso: l’80% delle donne non denuncia

Il femminicidio in Italia: il caso di Giulia Cecchettin può essere la svolta

Gli ultimi drammatici casi accaduti lungo lo stivale, e in particolare la tragica morte di Giulia Cecchettin hanno avuto un’importante risonanza mediatica. Questo potrebbe in qualche modo diventare il volano per cambiare il modo di affrontare questa terribile piaga.

La testimonianza dei familiari della giovane Giulia, le manifestazioni organizzate e ampiamente partecipate svolte in tantissime piazze italiane sabato 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, sembrano il segno di un sentimento nuovo e diverso.

Essenziale diventa infatti il passo che comporta una presa di coscienza di quello che è il problema, e la conseguente necessità di farne parola, di denunciare. Sempre secondo i dati diffusi dall’Istituto di ricerca statistica oggi almeno il 73% delle donne si dice pronta a uscire da una relazione tossica e a denunciate un partner o un ex partner violento.

Ovviamente non si tratta di un cambiamento che può avvenire con un semplice click, ma che comporta un graduale e profondo cambio di mentalità. Anche per questo motivo pressoché concorde è il parere femminile circa l’esigenza di un programma di formazione culturale e sociale che parta dalla fase scolastica.

Il 90% delle donne coinvolte nella ricerca ha affermato di essere favorevole all’introduzione di ore destinate all’educazione sentimentale nelle scuole superiori. Un importante 68% delle intervistate ha allargato tale bisogno fin dalle scuole elementari.

Femminicidio in Italia è un male silenzioso: l’80% delle donne non denuncia
Femminicidio in Italia è un male silenzioso: l’80% delle donne non denuncia

Conclusione: il femminicidio in Italia è un male troppo spesso silenzioso: almeno l’80% delle donne non denuncia

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