Rosa Parks
Storia

Rosa Parks, 68 anni fa la protesta che fece diventare simbolo della lotta per diritti civili

Rosa Parks: Con il suo rifiuto a cedere il posto su un bus a un uomo bianco, la sarta dell’Alabama divenne il simbolo del movimento per i diritti civili. Era il primo dicembre 1955.

Il simbolo Rosa Parks

Figura simbolo del movimento per i diritti civili, divenuta famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio dei bus a Montgomery. Rosa Parks è stata anche soprannominata dall’opinione pubblica Mother of the Civil Rights Movement, proprio per il carattere iconico del suo gesto e del suo personaggio.

Rosa Parks, all’apparenza una donna comune, divenne il simbolo del movimento per i diritti civili grazie al suo coraggioso atto nel 1955. Il suo rifiuto di cedere il proprio posto su un autobus a Montgomery ha suscitato un’ondata di proteste contro la segregazione razziale e ha dato inizio a un boicottaggio storico.

Per capire il significato dell’atto di Rosa Parks, dobbiamo considerare il contesto storico e sociale degli Stati Uniti degli anni ’50. La segregazione razziale era profondamente radicata, con le cosiddette “leggi Jim Crow” che limitavano i diritti degli afroamericani. La politica di “separati ma uguali” prevista da queste leggi perpetuava un sistema discriminatorio in cui i neri erano costantemente umiliati e relegati a posizioni di inferiorità sociale.

Rosa Parks. La storia

La giovinezza e i primi passi da attivista

Nata in una famiglia di attivisti, Rosa Parks sposò Raymond Parks, un altro fervente difensore dei diritti civili. La sua esperienza con la discriminazione e la segregazione la spinse a diventare segretaria della sezione locale della NAACP nel 1943. Fu in questo ruolo che collaborò con il giovane pastore Martin Luther King Jr., all’inizio della sua carriera nella chiesa di Dexter Avenue.

La lezione di Rosa Parks: non arrendersi mai

Il rifiuto e l’arresto

«Dicono sempre che non ho ceduto il posto perché ero stanca, ma non è vero. Non ero stanca fisicamente, non più di quanto lo fossi di solito alla fine di una giornata di lavoro […]. No, l’unica cosa di cui ero stanca era subire.»

Il 1º dicembre 1955, Rosa si trovava a Montgomery e stava tornando a casa in autobus dal suo lavoro di sarta in un grande magazzino. Non trovando altri posti liberi, occupò il primo posto dietro all’area riservata ai bianchi, nel settore dei posti accessibili sia ai bianchi che ai neri con l’obbligo per i neri di cedere il posto qualora fosse salito un bianco mentre non vi erano posti riservati ai bianchi disponibili.

Dopo tre fermate, l’autista le chiese di alzarsi e spostarsi in fondo per cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei. Rosa, mantenendo un atteggiamento calmo e dignitoso, rifiutò di muoversi e di lasciare il suo posto. Il conducente fermò il veicolo e chiamò due agenti di polizia per risolvere la questione: Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligavano le persone nere a cedere il proprio posto ai bianchi nel settore comune, quando nel settore riservato ai bianchi non vi erano posti disponibili.

La storia di Rosa Parks, eroina dei diritti dei neri - Focus.it

La Parks fu quindi incarcerata con l’accusa di “condotta impropria”, ma poche ore dopo l’accaduto venne scarcerata grazie a Clifford Durr, un avvocato bianco e antirazzista, da sempre impegnato nella battaglia per i diritti civili della comunità afroamericana, che decise di pagare la cauzione alla donna.

La protesta da parte degli afroamericani

La notizia dell’arresto di Rosa Parks e dell’episodio si diffonde velocemente: la popolazione afroamericana è in subbuglio, pronta a protestare ma nel terrore di eventuali rappresaglie da parte dei bianchi e di peggiorare ulteriormente la situazione.

È Jo Ann Robinson, presidentessa della Women’s Political Council un’associazione femminile afroamericana, a proporre un’azione di protesta pacifica: nella notte fa stampare migliaia di volantini in cui si invitava la popolazione nera a boicottare i mezzi pubblici e li distribuisce nei vari luoghi di ritrovo. Martin Luther King ed altri leader del movimento vengono a sapere dell’iniziativa ed aiutano a organizzarla e diffonderla.

Il giorno successivo, il 5 dicembre, incominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, protesta che durò per 381 giorni; dozzine di pullman rimasero fermi per mesi finché non venne rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Le proteste furono appoggiate non solo dalla popolazione afroamericana ma anche dall’opinione pubblica e alcuni particolari ordini di lavoratori, come i taxisti, che abbassarono il costo delle corse a quello di un biglietto del bus per agevolare i protestanti nel boicottaggio.

Sempre quello stesso giorno si tenne il processo a Rosa Parks che se la cavò con una multa. Questi eventi diedero inizio a numerose altre proteste in molte parti del paese. Lo stesso King scrisse sull’episodio descrivendolo come «l’espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà», aggiunse che Rosa «rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future».

Nel 1956 il caso di Rosa Parks arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che indicò, all’unanimità, come incostituzionale la segregazione sugli autobus pubblici dell’Alabama. Da quel momento, Rosa Parks diventò un’icona del movimento per i diritti civili.

Dopo la protesta

Sebbene non fosse una leader del movimento per i diritti civili che si stava sviluppando nell’ultima parte degli anni cinquanta, la figura di Rosa Parks divenne un simbolo importantissimo per gli attivisti e, di conseguenza, malvista dagli ambienti segregazionisti bianchi contrari alla protesta nera. Ricevette numerose minacce di morte e, non riuscendo più a trovare lavoro, all’inizio degli anni sessanta decise di trasferirsi a Detroit, nel Michigan, dove ricominciò a lavorare come sarta. Successivamente, dal 1965 al 1988 fu assunta come segretaria per il membro del Congresso John Conyers.

Rosa Parks oggi

Rosa Louise Parks, la madre del movimento dei diritti civili | riforma.itDopo la morte della donna, la nipote ha scelto di salvare la casa in cui Rosa dovette rifugiarsi dopo il celebre gesto e di donarla all’artista contemporaneo Ryian Mendoza. L’edificio, minuscolo e fatiscente, sarebbe stato demolito a breve a causa della crisi immobiliare del 2008, ma grazie all’intervento della nipote è stato salvato e Mendoza ne ha creato una riproduzione esatta. Inizialmente l’opera d’arte è stata esposta in Germania e poi nel cortile del Palazzo Reale di Napoli, poiché negli Stati Uniti non era stato possibile trovare una sistemazione permanente. Rosa Parks rimane un faro di speranza, un esempio di resistenza pacifica che continua a ispirare le generazioni future.

Conclusione: Rosa Parks: Con il suo rifiuto a cedere il posto su un bus a un uomo bianco, la sarta dell’Alabama divenne il simbolo del movimento per i diritti civili. Era il primo dicembre 1955.

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Editor: Ludovico Biancardi

 

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