scissione m5s
News

Crisi di governo, Di Maio spinge per una scissione dei M5S

Luigi di Maio vuole favorire la fuoriuscita di 30-40 parlamentari dal “partito di Conte” per creare un gruppo di “responsabili” per appoggiare un Draghi bis

Luigi Di Maio, dopo aver abbandonato il movimento lo scorso giugno, è pronto a forzare una nuova scissione del Movimento 5 Stelle (M5S) per isolare Giuseppe Conte e i suoi fedelissimi. Il piano deve riuscire prima di mercoledì quando Mario Draghi riferirà in parlamento sullo stato della crisi di governo.

M5S e una nuova scissione per raggiungere Di Maio

La crisi di governo è destinata a durare finché qualcuno all’interno della maggioranza non manda un segnale forte di sostegno al premier Draghi o finché tutto non si sfalda e a quel punto l’unica via possibile sono le elezioni anticipate. Luigi Di Maio, nonostante le difficoltà politiche degli ultimi mesi, ci aveva visto bene quando ha deciso di abbandonare lo scorso giugno la barca mal ridotta dei 5S. Così facendo ha potuto rinsaldare la sua posizione governista all’interno dell’esecutivo e ritagliarsi un ruolo nuovo. Ruolo istituzionale, in qualità di ministro degli Esteri, e ruolo politico se la mossa di strappare altri 30-40 parlamentari 5S per creare una componente responsabile dovesse andare a buon fine. Come riportato da La Repubblica, fin dal giorno delle dimissioni, poi rifiutate, di Draghi, Di Maio e gli altri fuoriusciti hanno iniziato a riferirsi ai 5S solo come “il partito di Conte”, scelta lessicale accurata atta a dire che la crisi è stata voluta da Conte e non dai 5S che hanno deciso di supporta il governo un anno e mezzo fa.

Non è solo una questione numerica di quanti Di Maio riuscirebbe a cooptare perché Mario Draghi tecnicamente ha già una maggioranza, ma è ha anche una componente simbolica molto forte. Si parla esponenti molti importanti all’interno dei 5s come i ministri D’Incà e Dadone e il sottosegretario Crippa e di tutto il direttivo alla Camera

Un piano che fa contenti molti

La crisi politica attuale se non risolta al più presto può causare danni gravi all’Italia e alla credibilità internazionale, attualmente garantita da Draghi.  Ecco perché la soluzione ipotizzata da Di Maio può servire da toppa per far continuare il governo fino alle prossime elezioni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella certamente sarebbe a favore di una mossa che riporterebbe stabilità. Anche Lega e Forza Italia (ma anche il PD) vedrebbero di buon occhio questa mossa perché vedrebbero sparire definitivamente il M5S. Farebbe comodo anche a Draghi stesso perché non dovrebbe più avere a che fare con il suo molesto predecessore a palazzo Chigi. Infine, Conte potrebbe andare all’opposizione e ricreare dalle fondamenta la sua posizione e quella del M5S in chiave elettorale con un ritrovato Di Battista, glaciale documentarista siberiano.

 

Leggi anche:

Crisi di governo, il Movimento 5 Stelle è diviso: quale linea sceglierà il partito dopo le dimissioni di Draghi?

Voto anticipato, si pensa al 2 ottobre. Ma arrivano gli appelli a Draghi per rimanere al governo

Quale sarà il destino del governo? L’ipotesi di un Draghi bis è sempre più lontana

 

Editor: Lorenzo Bossola

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo un’email a settimana con il meglio del nostro Magazine.

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *