Teatro alla Scala
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Teatro alla Scala a Milano: cambio al vertice nel 2026

Sta facendo discutere, e non poco, la situazione del Teatro alla Scala di Milano. Intorno alla posizione del prestigioso palco milanese nelle ultime ore sono scoppiate vere e proprie polemiche politiche circa il rinnovo della sua stessa gestione.

Il cambio al vertice e il possibile avvicendamento pure del Cda del Teatro alla Scala sta provocando una serie di scontri politici che coinvolgono anche il Governo. Non soltanto l’amministrazione Sala e il Comune di Milano sono tra i protagonisti della vicenda, ma anche da Roma diverse figure politiche di primo piano vorrebbero mettere parola in tale situazione.

Oggetto del contendere in particolare sono le nuove nomine del sovrintendente e del direttore musicale del principale teatro d’opera di Milano. Le prestigiose figure di Dominique Meyer e di Riccardo Chailly verrebbero infatti sostituite nel febbraio 2026 da quelle altrettanto valide di Fortunato Ortombina e Daniele Gatti.

Teatro alla Scala a Milano: cambio di leadership nel 2026
Teatro alla Scala a Milano: cambio di leadership nel 2026

Teatro alla Scala a Milano: la futura gestione fa discutere, e dà avvio ad un caso politico

Vero e proprio caso politico. Forse non ancora aperto scontro tra Roma, il Governo, e Milano, l’amministrazione. Ma poco ci manca. Le tensioni relative all’avvicendamento al vertice gestionale del noto teatro milanese stanno crescendo di ora in ora.

Nodo della discussione è la staffetta tra l’attuale sovrintendente, Dominique Meyer, e il designato successore Fortunato Ortombina. Al contempo anche la posizione del direttore musicale dovrebbe cambiare, con Riccardo Chailly che cederebbe il testimone al maestro Daniele Gatti.

Proroghe e conferme in tal senso sono state stabilite dal Cda del Teatro alla Scala. Il cambio di vertice sarebbe stato in particolare fissato per le prime settimane del 2026, e non, come inizialmente si prospettava, nel febbraio 2025.

Proprio tra 10 mesi infatti la sovrintendenza affidata a Dominique Meyer andrà a scadenza. Per sostituirlo è già stato designato il leader della Fenice di Venezia, Fortunato Ortombina. Ciò che cambia, come da ultime disposizioni del Cda della Scala, è la tempistica di tale avvicendamento.

Sarebbe infatti stato stabilito un rinvio di un anno per il cambio di poltrona, con una prima fase di affiancamento tra le due figure, e un passaggio definitivo del testimone che avverrebbe soltanto nel febbraio 2026.

Medesimo discorso e identica cronologia sarebbe quella relativa al direttore musicale del mitico teatro milanese. Proroga di 12 mesi al contratto del direttore Riccardo Chailly, e successore già individuato nella persona del maestro Daniele Gatti, dal Maggio Musicale Fiorentino.

A spingere per questa soluzione sarebbe soprattutto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, numero uno della Fondazione autonoma di diritto privato che peraltro controlla il Cda della Scala. Ulteriore aspetto che fa discutere è anche la scadenza dello stesso Consiglio amministrativo fissata al febbraio 2025.

A ciò si aggiunge pure la questione relativa al decreto ministeriale voluto da Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura, per cui il limite anagrafico per coloro che guidano le fondazioni lirico sinfoniche italiane è bloccato ai 70 anni.

La conferma di quanto stabilito dal Cda del Teatro alla Scala (non c’è ancora stata votazione, ma soltanto proposta) andrebbe a scontrarsi proprio con tale legge. Meyer infatti in caso di nuova nomina arriverebbe a ricoprire la carica con più di 70 anni compiuti.

Il carattere sui generis del Teatro alla Scala potrebbe trovare così conferma, anche in virtù del precedente di Stephane Lissner al Teatro San Carlo di Napoli, reintegrato in qualità di sovrintendente e direttore artistico anche dopo il compleanno numero 70. Il maestro parigino peraltro ha ottenuto tale riconferma dal Tribunale di Napoli.

Teatro alla Scala a Milano: cambio di leadership nel 2026
Teatro alla Scala a Milano: cambio di leadership nel 2026

Teatro alla Scala a Milano, le voci della polemica: le parole del sindaco Giuseppe Sala

Proprio seguendo il precedente napoletano e appellandosi al carattere privato della Fondazione della Scala sorgono i dubbi, e si amplificano le polemiche. La proposta promossa in particolar modo dal sindaco milanese Giuseppe Sala ha creato infatti dissapori e pochi consensi in Parlamento.

Le proroghe bloccano il rilancio del settore

Così si è espresso il sottosegretario al Ministero della Cultura Gianmarco Mazzi, che ha ricordato di come prerogative e scadenze vadano rispettate, proprio nell’ottica di una crescita e di un costante sviluppo dei progetti culturali delle stesse sale teatrali italiane.

Un mandato ha un termine, proprio per favorire il ricambio e il rinnovamento, e prescinde dalla valutazione sul lavoro svolto, ma le situazioni indefinite e le proroghe rischiano di frenare il rilancio del sistema delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Valuteremo degli approfondimenti tecnici da effettuare nell’esercizio dei poteri di vigilanza

A queste ulteriori dichiarazioni di Mazzi ha prontamente risposto il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala, che ha preso atto dei pareri contrari ma si è detto estremamente tranquillo in merito all’intero caso. Queste le sue parole:

Dal ministero della Cultura ci sono delle perplessità, ci lavoreremo nei prossimi giorni. Ma dal mio punto di vista è importante tenere il Consiglio unito. Questa proposta nasce da un consigliere a cui tutti si sono subito associati. Non c’è stata delibera perché voglio risentire tutti i protagonisti

Tra Sala e Mazzi, e pure con il ministro Sangiuliano, sarebbe comunque avvenuto un colloquio per cercare di chiarire posizioni e idee. Obbiettivo sarebbe in questo senso quello di giungere ad una decisione che sia il più possibile condivisa da tutte le parti in gioco.

Teatro alla Scala a Milano: cambio di leadership nel 2026
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Conclusione: il Teatro alla Scala a Milano verso un cambio al vertice ma soltanto nel 2026

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