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Interviste,  Moda

Intervista a Marco Boglione, presidente di BasicNet

Intervista di Alessandro Dalai a Marco Boglione, presidente di BasicNet

Qui di seguito viene riportata l’intervista integrale del nostro editore Alessandro Dalai a Marco Boglione (Torino, 9 maggio 1956), fondatore e presidente della BasicNet, azienda proprietaria dei marchi Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Jesus Jeans. Il grande imprenditore torinese è un nome chiave nel panorama della moda italiana e mondiale. Interrogato su attualità, business, sport e scenari futuri Marco Boglione regala ai lettori di MAM-e uno sguardo dietro le quinte di uno dei più importanti gruppi di moda italiani.

Caro Marco Boglione, ci sentiamo dopo molto tempo e la domanda che sorge spontanea è quella di capire se e come siete riusciti a resistere prima alla pandemia e ora a questi mesi di guerra?

Inizierei sdrammatizzando con una battuta. Stamattina una collega tedesca mi ha chiesto: come va? Le ho risposto: a parte che non sappiamo più quanto costano le materie prime, l’energia e i trasporti, che non riusciamo più a trovare manodopera, che non sappiamo quanto ci costerà il denaro, che nessuno ci dice il reale livello di inflazione, che il cambio Dollaro/Euro è fuori controllo e che è in corso una guerra tra le due maggiori potenze mondiali, per il resto va tutto molto bene. Semplicemente continuiamo ad esserci. Il che significa avere una azienda pronta, un gruppo di collaboratori preparato e veloce e cercare di far fronte nel miglior modo possibile a questa nuova situazione che, dal lockdown al rallentamento di tutta le attività a causa di questa incredibile guerra, ci pone di fronte a nuove necessità operative.

Fra le nuove difficoltà qual è il tratto di gestione operativa di questa nuova fase che più vi ha sorpreso?

Certamente il rallentamento, il ritardo delle attività e l’insicurezza. Tutte queste situazioni hanno cambiato radicalmente il nostro modello distributivo. Paesi che andavano molto bene, ovviamente ora sono in difficoltà, resta però la forza trainante dell’economia americana. Per noi di BasicNet la Francia e la Germania rimangono cruciali.

Dovendo valutare i diversi marchi del suo gruppo, quali sono quelli che si sono mossi meglio nell’ultimo anno e quali quelli che hanno faticato di più?

Sembrerebbe una risposta di comodo, ma in realtà, fatte tutte le dovute proporzioni, tutti i marchi hanno dimostrato una vitalità quasi insospettabile. K-Way, ad esempio, ogni anno ci porta a dire: “Ancora un anno di grande successo, ma il prossimo la crescita rallenterà” invece, continua ad andare molto bene. Ciononostante, l’architrave del gruppo rimane l’asse Kappa e robe di Kappa. Mi piace comunque citare l’ottimo andamento del marchio Sebago che abbiamo ripreso ripartendo da zero e che sta crescendo molto bene.

Immagino che il posizionamento di Kappa sia un forte ancoraggio che ritenete di portare avanti anche nel futuro?

Sì, siamo stabilmente molto ben posizionati in quattro sport che macinano risultati per il gruppo come il calcio, il rugby, il golf e lo sci. Nel calcio abbiamo tra le squadre sponsorizzate la Fiorentina, il Genoa e il Venezia.

Passando dallo sport alla vostra forte presenza alle fashion week uomo/donna, come vi porrete sulla questione in presenza o a distanza?

Abbiamo preparato le due fashion week, quella di giugno per gli uomini e quella di settembre delle donne. Che riteniamo possano essere un importante spinta per la ripresa che auspichiamo avvenga quanto prima, soprattutto in funzione della drammatica situazione della guerra. Naturalmente, l’universo geografico delle nostre presenze dovrà essere leggermente rivisto perché il blocco russo e la difficile situazione cinese non potranno che influire negativamente sulla mappa della nostra presenza internazionale.

Come vede Marco Boglione la situazione italiana tra PNRR e nuove elezioni all’orizzonte? È uno dei punti più difficili da affrontare, ma per fortuna abbiamo un governo forte con un presidente del consiglio serio che sta cercando di mantenere i vantaggi competitivi che derivano dall’esecuzione di questo Piano.

Naturalmente, questa guida forte e autorevole del premier Draghi è auspicabile che possa continuare anche dopo la prossima tornata elettorale. È ovvio anche che il nostro è un paese bloccato. Quelli che come me combattono una sfida globale, non possono che auspicare in un forte cambiamento del sistema Italia per permettere di intraprendere come in tutti gli altri Paesi del blocco occidentale. La diminuzione dell’apparato burocratico, l’attuazione di progetti che stimolino il turismo in ingresso, il rinnovo delle infrastrutture e le nuove liberalizzazioni sono solo pochi esempi da cui ripartire per sbloccare l’Italia.

 

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