7 governatori pronti all'addio: cresce il dibattito sul terzo mandato
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7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato

Ci sono 7 governatori pronti all’addio. Questa la situazione che si profila all’orizzonte per appunto in 7 Regioni italiane, che si avviano ad un drastico cambio al vertice se dovesse essere confermato l’attuale regolamento. Proprio su tale norma, che impedisce la candidatura per un terzo mandato, si sta combattendo una decisa battaglia politica tra Governo e opposizioni, ma pure interna alla Maggioranza.

Sono nomi noti e importanti quelli che con buona probabilità vorrebbero ricandidarsi ma che potrebbero essere impediti in tale prospettiva nei prossimi mesi. Si va da Zaia a De Luca, passando per Bonaccini, Toti ed Emiliano, ai quali si aggiungeranno più avanti anche Fontana e Fedriga.

Il dibattito sta proprio nella possibilità di ricandidarsi oppure no. Al momento quello del terzo mandato appare come un vincolo bloccante e che dunque impedirebbe a sindaci e governatori di rimanere sulle proprie poltrone politiche. Il braccio di ferro politico però potrebbe dare adito ad esiti nuovi e profondamente mutati.

Dopo il primo tentativo provato a settembre, con un nulla di fatto, ora ci si ritrova nuovamente di fronte ad un bivio importante in tal senso. Nella giornata di giovedì 22 febbraio 2024 infatti il Senato sarà chiamato ad esprimere la propria preferenza circa il decreto ribattezzato Election Day, inerente proprio tale organo del contendere politico.

7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato
7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato

7 governatori pronti all’addio: chi sono e cosa potrà accadere

Desiderano rimanere in sella e vogliono ricandidarsi per un terzo mandato. Questo appare il quadro inerente ben 7 governatori di regione che nei prossimi mesi invece, stando alle attuali disposizioni, dovranno lasciare il proprio incarico.

La diatriba ormai nota come “dibattito del terzo mandato” riguarda proprio la possibilità per governatori ma pure per sindaci di essere nuovamente eletti, nonostante si tratti del proprio terzo incarico ufficiale, o anche successivo. Tale desiderio appare in particolar modo difeso da Lega e Partito Democratico, che in caso contrario si vedrebbero con buona probabilità privati di almeno un paio di Regioni sin qui ampiamente controllate.

Personalità forti quali quelle di Luca Zaia, Vincenzo De Luca, Giovanni Toti, Michele Emiliano, Stefano Bonaccini e più avanti pure Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, rischiano infatti di veder scorrere i titoli di coda sul proprio ruolo di vertice regionale.

7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato
7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato

Sono questi i nomi dei “magnifici 7” che stanno ormai da mesi creando grande scalpore in seno al Governo. Se infatti il dibattito sul terzo mandato mette di fronte Maggioranza e opposizioni, pure all’interno dell’esecutivo le linee a tal proposito sono distanti e in forte contrasto.

Le posizioni più lontane sono in particolare quelle della premier Giorgia Meloni e del leader della Lega Matteo Salvini. Ferrea nel dire no all’emendamento sul terzo mandato appare proprio la numero uno italiana, mentre aperto al cambiamento sembrerebbe il vice premier, deciso a tutelare regioni amiche quali appunto il ricco Veneto.

Cerchiamo dunque di porre la lente di ingrandimento su quelle Regioni e sui quei governatori che si ritrovano maggiormente coinvolti in tale dibattito, destinato forse ad andare oltre la giornata di giovedì 22 febbraio, quando in Senato è previsto il voto per il decreto definito Election Day.

Luca Zaia: Veneto

La sua è certamente una delle posizioni più discusse e controverse. Parliamo di Luca Zaia, governatore della regione Veneto. L’uomo forte della Lega infatti gestisce con grande seguito il proprio territorio ormai da diversi anni (dal 2010), e un avvicendamento al vertice di tale area potrebbe determinare conseguenze politiche di evidente impatto.

Con quasi l’80% delle preferenze nel 2020 Zaia di fatto è divenuto faro per la popolazione veneta, e anche punta di diamante della Lega. La prospettiva di perdere perciò tale figura spaventa in seno al Carroccio e viene all’opposto vista come una grande opportunità da parte della Meloni: l’addio del Doge, com’è soprannominato, potrebbe significare apertura della regione ad altre voci politiche, prima fra tutte quella di Fratelli d’Italia.

7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato
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Michele Emiliano: Puglia

Un addio di Michele Emiliano nella regione Puglia potrebbe rappresentare un grosso problema interno al Partito Democratico. Il largo seguito che può vantare l’ex magistrato infatti rischia, in caso di sua uscita di scena, di creare rivolgimenti interni alla stessa segreteria del partito con la posizione persino di Elly Schlein che potrebbe improvvisamente ritrovarsi in bilico.

Chiara peraltro l’intenzione del governatore pugliese di proseguire il proprio mandato politico, con tanto di diniego a coloro che gli hanno domandato negli ultimi tempi circa la volontà di candidarsi alle Europee.

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Stefano Bonaccini: Emilia Romagna

Altra regione “rossa” e altra personalità ingombrante è quella di Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna. L’intenzione del politico classe ’67 probabilmente sarebbe quella di proseguire a Bologna, ma il suo peso all’interno dello schieramento potrebbe portarlo verso una candidatura alle Europee di Strasburgo. 

In caso di obbligato addio alla poltrona emiliana da parte di Bonaccini le ripercussioni potrebbero a cascata riverberarsi pure sul Pd. Il rischio di perdere la regione infatti cresce e la minaccia di altri partiti politici, Fratelli d’Italia su tutti, si potrebbe fare più ingombrante, portando al concreto rischio per i dem di perdere la regione.

7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato
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Giovanni Toti: Liguria

È stato ed è uno dei principali sostenitori dell’autonomia dei governatori: parliamo di Giovanni Toti in Liguria. Il numero uno ligure crede ovvero nella facoltà dei governatori di candidarsi come e quanto ciascuno di loro ritenga legittimo e utile alla propria terra, in nome di una sorte di potestà legislativa.

Toti comunque, in caso di addio alla leadership nella regione costiera, potrebbe puntare le proprie fiches anche altrove. Dopo l’addio da Forza Italia infatti nel 2022 ha fondato e attualmente guida il partito Italia al Centro. Una scalata in quella direzione potrebbe rappresentare una valida alternativa per l’attuale governatore della regione Liguria.

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Vincenzo De Luca: Campania

Al pari del suo carattere anche l’eventuale addio di Vincenzo De Luca dal ruolo di governatore della regione Campania rischia di divenire piuttosto turbolento. A Napoli e dintorni il politico lucano ha forte seguito e la sua voce in caso di riconferma rischia di diventare un ostacolo per la Maggioranza ma pure in seno allo stesso Partito Democratico.

Ultimo episodio che ha visto De Luca protagonista è stato quello della così detta rivolta del Sud. La tensione dilagante tra numerosi sindaci delle regioni meridionali d’Italia è stata guidata proprio dai toni forti e quanto mai decisi del numero uno campano, per la cui messa in disparte forse propende la stessa segreteria del Pd.

7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato
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Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga: Lombardia e Friuli Venezia-Giulia

Più in là nel tempo le situazioni, comunque delicate, di Lombardia e Friuli Venezia-Giulia. I rispettivi governatori, Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, sembrano entrambi favorevoli al terzo mandato e vorrebbero mantenere il proprio ruolo.

Una loro uscita di scena rischierebbe di determinare una condizione di crisi nella Lega, che potrebbe ritrovarsi potenzialmente privata di due importanti Regioni sin qui amministrate. Da qui l’emendamento proposto dal partito di Matteo Salvini.

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Governatori pronti all’addio: il terzo mandato accresce il rischio di terremoti politici in molte Regioni italiane

L’approvazione o meno del terzo mandato rischia dunque di diventare un boomerang politico per molte Regioni d’Italia. Le conseguenze anche all’interno dei fronti del Governo e delle opposizioni rischiano infatti di essere notevoli, sia in caso di conferme sia in caso di addii.

Molte delle personalità coinvolte avrebbero peraltro una base di consensi tale da potersi forse permettere una differente avventura politica qualora vadano a perdere la poltrona in regione. Nel frattempo le elezioni regionali in Sardegna in programma il prossimo 25 febbraio rischiano di tramutarsi nel primo vero banco di prova per tale complicata situazione.

7 governatori pronti all’addio: cresce il dibattito sul terzo mandato
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Conclusione: almeno 7 governatori pronti all’addio: si intensifica e cresce il dibattito circa l’ormai noto terzo mandato

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