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Esiste il rischio di una guerra nucleare? Putin fa sul serio o sta bluffando?

Rischio guerra nucleare: quanto è vero?

«Ordino al ministro della Difesa e al capo di stato maggiore di mettere in allerta speciale le forze di deterrenza dell’esercito russo, in risposta alle dichiarazioni aggressive dell’Occidente». Questo quanto ha detto ieri Putin. Tradotto: schieriamo i sistemi di deterrenza nucleare. Lo scontro tra la Federazione russa e il blocco occidentale è quasi al livello della sfiorata guerra nucleare del 1983 e della crisi missilistica di Cuba.

Ma siamo davvero di fronte a una minaccia nucleare mondiale? Putin bluffa o fa sul serio? Quali potrebbero essere le conseguenze?

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Rischio guerra nucleare: le tre chiavi russe

È noto a tutti che lo scoppio di un conflitto nucleare potrebbe avere delle conseguenze devastanti a livello mondiale. La devastazione sarebbe superiore a quella provocata dai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. La catena di comando per l’attivazione delle difese atomiche russe si basa su quella sovietica. Il meccanismo fa affidamento su tre chiavi, ovvero tre codici di lancio. Una è nelle mani del Presidente, una in quelle del ministro della Difesa e un’altra in quelle del capo di Stato maggiore interforze.

La Russia possiede oggi 6.255 testate nucleari. Gli Usa 5.550, ma che sommate a quelle di Francia e Gran Bretagna diventano oltre 6mila.

Rischio guerra nucleare? Non conviene nemmeno a Putin

Un segnale che ha destato la preoccupazione di tutto il mondo. Non si tratta di una minaccia diretta di utilizzo, ma di un’ipotesi, un modo per aumentare la tensione già molto alta. Putin ha parlato di un “atteggiamento aggressivo” dei Paesi membri della Nato e ha definito “illegittime” le sanzioni occidentali.

Ma se la Russia dovesse colpire un Paese Nato con l’atomica, ci sarebbe una risposta immediata e schiacciante. Il concetto stesso della deterrenza dipende da questo. Se ne minaccia l’uso per impedire che avvenga. E secondo gli esperti, Putin non sarebbe disposto ad avviare un olocausto nucleare, specialmente sul proprio Paese, per delle sole sanzioni economiche.

In un conflitto nucleare, infatti, chi attacca per primo di fatto condanna se stesso alla distruzione assicurata.

È serio il rischio di una guerra nucleare?

Ma allora quanto è seria la minaccia di Putin? «È seria», dice Ian Bremmer, fondatore di Eurasia, principale centro americano di ricerche sui rischi internazionali. «È comunque la minaccia di un leader che si è trovato con le spalle al muro. Ha sbagliato i calcoli e non può più tornare indietro. E allora alza la posta. Credevamo che il mondo non avrebbe mai più rischiato una guerra nucleare, invece siamo tornati a Cuba nel 1962», spiega.

E come se ne esce da questa minaccia? «Come a Cuba – aggiunge Bremmer – concedendo qualcosa al presidente russo che gli permetta di fare un passo indietro senza perdere la credibilità del suo popolo». Nel ’62, infatti, i Sovietici ritirarono i loro missili, e bastò quello.

 

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Editor: Susanna Bosio

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