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Mario Draghi e i meriti da premier: cosa ne sarà del governo dei migliori

Cos’è andato storto nel governo con Mario Draghi premier

Qualcosa è andato storto per il “governo dei migliori”: anche Mario Draghi, nonostante le sue buone qualità di premier, è finito nella morsa dei partiti politici. Rei quegli stessi partiti che un tempo chiamarono l’ex capo della Bce per risollevare l’Italia nel pieno della crisi pandemica, lo acclamarono e lodarono. E che oggi, invece, lo hanno rapidamente dimenticato, dopo averlo consumato e tradito.

E, no, non è la trama del Signore degli Anelli. È proprio il Parlamento italiano.

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Gli obiettivi di Mario Draghi premier

L’esecutivo di Draghi avrebbe dovuto in parte disfare le differenze politiche tra le varie forme di populismo, tra destra e sinistra, in una formula politica guidata da un esperto nella diplomazia e nell’economia. Non è andata così. Un po’ per le emergenze su tutti i fronti: guerra in Ucraina, inflazione, pandemia. Un po’ per colpa dei partiti, che come si confà ai governi italiani di unità nazionale, non hanno resistito a lungo in quel “campo largo” di intese.

Anche nel mezzo delle grandi difficoltà europee e mondiali di quest’anno, alla fine la crisi di governo in Italia si è consumata su temi quali concessioni balneari, tassisti e inceneritori dell’immondizia. Insomma, questioni sicuramente rilevanti, ma non di Stato. E non per questo periodo storico.

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I meriti di Mario Draghi: premier in un governo cruciale

Quello di Mario Draghi è stato il 67esimo governo della Repubblica Italiana. Cominciò il 13 febbraio 2021 con il sostegno di una larghissima maggioranza. Al Senato aveva 262 voti a favore, alla Camera 535. In 14 anni, dal 2008 ad oggi, l’Italia ha avuto 8 governi diversi. Solo dall’inizio dell’ultima legislatura, iniziata nel 2018, se ne sono susseguiti tre diversi (Conte I, Conte II e Draghi).

Draghi è rimasto in carica 18 mesi in totale, 552 giorni. In questo arco di tempo il premier ha portato avanti un governo “non politico” cui non si possono non attribuire tre principali meriti. Sicuramente l’aiuto dato all’Italia per uscire dal periodo più buio della pandemia e risollevare il Pil nazionale. Poi, la riconquista di un’immagine autorevole a livello internazionale per il nostro Paese, che ha riottenuto un ruolo leader in Europa. E, infine, la fermezza di una linea democratica ed euro-atlantica di fronte alla guerra russa in Ucraina.

Cosa rimarrà del governo di Mario Draghi

Quale sarà, allora, l’eredità del governo Draghi? L’aspetto più caratterizzante di questo esecutivo è stata la linea riformista, liberale e occidentale, che si spera possa fare da collante tra i partiti del prossimo governo. Sta di fatto, però, che ciò che faceva l’agenda di questo governo era proprio il suo protagonista.

Con il suo modo di fare fermo, del “whatever it takes”, ma anche a tratti ironico e romanesco, Mario Draghi ha rappresentato qualcosa di grande e importante per tutto il Paese. E lo dimostrano le mobilitazioni di imprenditori, sindaci e associazioni che in questi giorni si sono appellati a lui per chiedergli di continuare a guidare il Paese. Insomma, non sono bastate queste iniziative. E ora, gli Italiani chiedono una politica che superi i giochi di potere e dia risposte concrete alle tante crisi che attualmente il Paese sta affrontando.

 

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Editor: Susanna Bosio

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