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Cinema in crisi, le sale italiane sono le più vuote d’Europa: i colpevoli sono il Covid e lo streaming?

La crisi del cinema italiano post-Covid: ecco perché nessuno sta tornando in sala e chi sono i veri colpevoli

Se la febbre da riapertura post-Covid sta facendo il tutto esaurito nei ristoranti, nei bar e sotto ai palchi dei concerti di tutto il mondo, lo stesso non si può dire dei cinema, che in Italia stanno vivendo una crisi senza precedenti. Nonostante nuove uscite e film attesissimi si accumulino mese dopo mese al botteghino, infatti, le sale cinematografiche continuano a restare vuote, o quasi.

Come si spiega questa crisi nel cinema italiano? E che ruolo hanno Netflix, Prime Video, Disney+ e la sempre più nutrita coltre di streamer che monopolizzano l’attenzione degli spettatori? Ecco quello che sappiamo.

Concerti sold out ma sale vuote, il cinema in crisi nell’era post-Covid: i numeri di una crisi senza precedenti 

Da quando le misure anti-Covid sono state allentate, gli italiani si sono dati a un “liberi tutti” sfociato – nel giro di pochi giorni – in ristoranti affollatissimi, tempi di prenotazione biblici ed concerti da tutto esaurito. E il cinema? Purtroppo, è l’unico a mancare all’appello. Mentre spettacoli live come quello di Marco Mengoni a San Siro, di Jovanotti al Jova Beach Party e dei Maneskin al Circo Massimo rischiano di diventare nuovi focolai della pandemia a suon di sold out, infatti, le sale dei cinema restano vuote, specie in Italia. 

I dati parlano chiaro. Secondo Cinetel, infatti, dall’inizio dell’anno a questa parte i cinema hanno incassato 126.6 milioni di euro, registrando un calo di quasi -15% rispetto al 2020, e di un clamoroso -56,5 % rispetto al 2019. Un calo che – in Europa – non ha rivali. Senza contare che i pochi blockbuster in grado di risollevare il botteghino vengono quasi sempre dall’esterno. Non ultimi, per esempio, i Marvel Spider-Man No Way Home, Doctor Strange and The Multiverse of Madness e l’appena uscito Thor Love and Thunder.

Con pochissimi biglietti venduti, crisi di presenze e box office in picchiata, il cinema rischia di non sopravvivere al Covid. O sono altri i veri colpevoli?

Lo streaming sta uccidendo il cinema? Ecco chi sono i veri colpevoli della crisi 

Se da un lato sarebbe facile puntare unicamente il dito contro la pandemia, dall’altro dobbiamo riconoscere che non tutti i mali sono da imputare al Covid. Per dimostrarlo, basterebbe notare come il cinema italiano fosse in crisi già ben prima del primo lockdown. Inoltre, se così fosse, non basterebbe l’obbligo di mascherina (peraltro scaduto lo scorso 15 giugno) a trattenere gli italiani dal tornare il sala. Chi sono, dunque, i veri responsabili della crisi del cinema?

Probabilmente elencarli tutti sarebbe impossibile. Dalla sempre più spietata competizione tra le case di produzione alla crisi di idee originali (che ha portato, negli ultimi mesi, a un prolificare senza precedenti di reboot, remake, sequel e prequel di franchise già famosi). Dai sempre più numerosi mezzi di intrattenimento ai prezzi stratosferici dei multisala, da formati non più in linea con i tempi ai siti pirata e alla semplice pigrizia. Abbiamo l’imbarazzo della scelta: chi è davvero colpevole della crisi del cinema italiano?

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Il ruolo di Netflix, Prime e Disney+: sostituiranno il cinema?

Tra infiniti indiziati, sarebbe miope non includere i giganti dello streaming nella lista dei colpevoli. Netflix, Prime Video, Disney+, Apple TV e chi più ne ha più ne metta. Sono sempre di più, sempre più completi, sempre più comodi. E per di più, col Covid, molti di loro hanno sostituito il grande schermo ospitando film inediti e prime visioni a pagamento. Provvedimento che – pur essendo nato per evitare che tutti i film in uscita a cavallo del 2020 sfociassero in disastri economici – le piattaforme streaming si sono guardate bene dal rimuovere. 

Più comodo, più veloce, spesso (ma non sempre) più economico. Guardare un film fresco di uscita dal divano di casa invece che al cinema è ormai diventato la prassi. Tanto che ora, nel 2022, siamo arrivati al punto che le campagne promozionali dei film in uscita devono specificare quando la pellicola uscirà “solo al cinema”. Come può il cinema sopravvivere a un mondo troppo frenetico per dedicare due ore consecutive all’apprezzamento di un film? Ci sono solo serie TV – più leggere e gestibili – nel nostro futuro?

 

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Soluzioni e spiragli per il futuro: il cinema tra evoluzione e crisi

Se rimarrà aggrappato ai vecchi format di sempre, anche il cinema finirà per estinguersi sotto i colpi delle piattaforme streaming e dei loro titoli smart. Così come la pittura e la musica prima di lei, dunque, anche la settima arte ha la responsabilità di evolvere per continuare ad esistere e a suscitare emozioni. E forse, l’unico modo per battere le piattaforme streaming sarebbe giocare la carta alla quale visione privata non potrà mai controbattere. Quella della socialità.

Andare al cinema, dopotutto, non è solo vedere un film. È aspettare in fila con gli amici, sgranocchiare pop-corn prima che le luci si abbassino, commentare il film quando si riaccendono. Che sia con proiezioni all’aperto o con nuovi stratagemmi di marketing, potrebbe essere questa la direzione da prendere. E finché Netflix, Prime e le altre piattaforme streaming non potranno offrire emozioni simili, il cinema vivrà.  

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Editor: Valentina Baraldi

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