Re Carlo incoronazione
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Re Carlo incoronazione: countdown per sabato 6 Maggio

Manca sempre meno al giorno trionfale: il re Carlo III verrà ufficialmente incoronato re d’Inghilterra tra esattamente 3 giorni e oltremanica fervono i preparativi.

Re Carlo incoronazione: countdown per sabato 6 Maggio

L’incognita maggiore riposa naturalmente nella discussa e ancora in forse presenza dei Duchi di Sussex, ovverosia, Harry e Megan: a onor del vero l’invito recapitato oltreoceano è a titolo uninominale, con l’esclusione della principessa e dei figli della coppia. Buckingham Palace ha infatti diramato a suo tempo una comunicazione ufficiale con la quale informava che «il Duca di Sussex parteciperà alla cerimonia d’incoronazione il 6 Maggio nell’Abbazia di Westminster. La Duchessa di Sussex rimarrà in California con il prinicipe Archie e la principessa Lilibet».

Da canto proprio i regali in esilio non hanno fatto filtrare novità riguardo alle modalità di partecipazione della coppia o del principe solamente, che al momento dunque rimane ancora una eventualità, seppure disattendere una tale occasione significherebbe tagliare di netto i residui legami con la dinastia cui William pertiene.

Le nuvole che potrebbero offuscare la giornata radiosa di Re Carlo III oltre che alla presenza di Harry e Megan si legano a quella del fratello minore di Carlo, il Duca di York Andrea, coinvolto nello scandalo legato a Jeffrey Epstein. La moglie, duchessa di York Sarah Ferguson non troverà posto all’interno dell’Abbazia, un’altra esclusione eccellente tra i 2000 convitati per la cerimonia.

Sebbene presente all’incoronazione, un altro illustre membro della Royal Family dimostra di non apprezzare particolarmente l’indirizzo che il futuro re ha delineato in vista del proprio regno: la principessa Anna, sorella di re Carlo e primogenita della defunta regina Elisabetta, ha infatti rilasciato una dichiarazione mordace.

In virtù della prestigiosa posizione che la principessa ricopre al cerimoniale sarà investita della funzione di Gold Stick in Waiting, dovrà cioè garantire l’incolumità del principe. Ruolo che, fa sapere, le riesce piuttosto gradito in quanto la costringe all’uniforme militare evitando l’imbarazzo della scelta del vestiario.

Le sue parole all’emittente canadese CBS [qui]  hanno fatto rapidamente il giro del globo: dapprima una parziale apertura alla possibilità che anche i sudditi dei paesi membri del Commonwealth esprimano un giudizio su un eventuale transizione al sistema repubblicano, ma poi sopratutto un commento–negativo–all’idea di «monarchia snella» proposta da re Carlo III.

Il commento, che fa seguito alla proposta di ridurre le mansioni all’intento dell’organigramma dinastico, è franco e tranchant. Alla domanda se sia una buona idea sposare la proposta regale di tagliare sui costi–e dunque sui titoli attuali–la risposta è stata la seguente:

«questa non sembra essere una buona idea. E poi questo presunto “snellimento” pare sia stato notato in una giornata in cui c’erano effettivamente poche persone in giro. Non direi che sia così». Anzi, ribadisce che la necessità ora è di aprire «una discussione sul futuro della nostra famiglia», ha detto. «Ma vorrei solo sottolineare che la monarchia fornisce con la Costituzione un grado di stabilità a lungo termine che in realtà è piuttosto difficile da ottenere in altro modo»

[Fonte: Open].

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Editor: Giulio Montagner

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