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UE: “L’Ungheria non è più una democrazia completa”. Stop ai finanziamenti

Il parlamento europeo ha definito l’Ungheria di Viktor Orbán è un Paese con “regime ibrido di autocrazia elettorale” e quindi non è più una democrazia completa

L’Unione Europea ha mosso i primi decisi passi contro il Paese guidato da Viktor Orbán da più di dieci anni decretando che l’Ungheria non è più considerabile una “democrazia completa”. La Lega e Fratelli d’Italia votano contro questa mozione. Domenica si decide per lo stop ai fondi europei.

Ungheria da “democrazia completa” a “regime ibrido di autocrazia elettorale”

Con una risoluzione votata dell’81% dei parlamentari europei presenti l’UE ha decretato che l’Ungheria è diventata “regime ibrido di autocrazia elettorale” per via del deterioramento della propria democrazia, dei diritti fondamentali e per la troppo estesa corruzione. Questa mozione ha suscitato sdegno tra le formazioni politiche più di destra e conservatrici tra cui quella in cui militano i parlamentari di Lega e Fratelli d’Italia, i Conservatori-Riformisti Europei (ECR). Questi due partiti vedono nel modello Orbán la via da perseguire anche per l’Italia.

Domenica Commissione Europea molto probabilmente proporrà una taglio ai finanziamenti del 70% per alcuni programmi UE, in particolare quelli relativi agli appalti pubblici. Questo taglio è stato definito “proporzionato” per via del rischio concreto di mal gestione dei fondi pubblici europei visto che molti appalti sono stati assegnati a un’unica azienda senza concorso pubblico. Inoltre, l’Ungheria sta cercando di convincere la Commissione Europea a sbloccare 4,64 miliardi di euro dei fondi, congelati per più di un anno, per la ripresa dal Covi. Budapest sta anche cercando di evitare un’ulteriore procedura legale che potrebbe portare a  nuove detrazioni da 24,3 miliardi di euro relative ai fondi di coesione, fondi per le infrastrutture e per lo sviluppo economico.

Se la leva usata contro Orbán è quella finanziaria le maggiori preoccupazioni in seno all’Europa sono di tipo politico e culturale. Negli anni recenti si è visto un avvicinamento constante dell’Ungheria alla Russia di Putin, come evidenziato dalla totale indipendenza energetica dei magiari (giustamente esclusi dalle sanzioni EU). In realtà sono molte le aree istituzionali, politiche e culturali che hanno visto un’erosione della democrazia. Per esempio, l’indipendenza della magistratura (in particola la nomina dei giudici della Corte Suprema senza seguire le normali procedure) e la libertà d’espressione e il pluralismo nei media. Anche dal punto di vista dei diritti l’Ungheria si sta allineando su posizioni non proprio europee. È notizia di pochi giorni fa che ora le donne ungheresi saranno costrette a sentire il battito cardiaco del feto poco prima di abortire.

La Lega si trova in difficoltà. I suoi europarlamentari votano contro (o si astengono) le mozioni contro l’Ungheria ma Salvini non commenta per non compromettere la campagna elettorale. “Mi occupo di Italia e vorrei salvare i posti di lavoro in Italia, lascio ad altri occuparsi di Ungheria, Turchia, Russia, Cina. Io sono pagato dagli italiani per risolvere i problemi degli italiani”, ha detto Salvini. Il leader del Carroccio è alle prese anche con l’indiscrezione USA su i recettori dei finanziamenti russi usati come strumento per influenzare la politica Occidentale.

La Meloni invece si schiera con l’amico sovranista: “Orbán ha vinto le elezioni, più volte anche con ampio margine, con tutto il resto dell’arco costituzionale schierato contro di lui: è un sistema democratico. Dopodiché, i modelli dell’Est sono diversi dal nostro? Sì. E questo perché fino agli anni 90 li abbiamo abbandonati sotto il giogo sovietico. E ora dovremmo dargli una mano”.

Le critiche arrivano dal fronte opposto. Il presidente di +Europa Riccardo Magi ha dichiarato che Lega e FdI di fatto accettano il “regime ibrido di autocrazia elettorale” ungherese. “Il voto di oggi al Parlamento europeo fa chiarezza una volta ancora per chi non lo avesse capito: FdI e Lega sostengono la non-democrazia illiberale ungherese di fronte alle violazioni dello stato di diritto che costituiscono ormai un tratto strutturale di quel regime”, ha commentato

 

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Editor: Lorenzo Bossola

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